Di aperture e chiusure, senza che si parli di virus

Fortnite arriva sul Google Play Store. C’è da gioire, perché un pubblico molto ampio potrà godere di uno dei più ampi fenomeni di costume (definirlo videogioco pare francamente riduttivo) degli ultimi anni. Tanto per dire, nei giorni scorsi si è tenuto un concerto di Travis Scott. Dentro Fortnite. Ricordate la fatica che faceva Second Life ad accreditarsi come dimensione parallela? Fortnite già lo è.

Non tutto, però, va per il verso giusto: in un articolo di Techcrunch (ripreso da John Gruber), si può leggere una dichiarazione al vetriolo da parte di Epic Games, sviluppatrice del gioco.

In sostanza, la software house dichiara di essere stata quasi costretta a pubblicare sul Play Store, per via delle “misure tecniche e di business” messe in atto da Google per scoraggiare la distribuzione di software al di fuori del proprio marketplace, quali “spaventosi, ripetitivi pop-up di sicurezza per software scaricato e aggiornato, accordi restrittivi per produttori e operatori di rete, PR di Google stessa che equiparano fonti terze di software come malware, è nuovo sforzi come Google Play Protect per bloccare del tutto il software ottenuto al di fuori del Google Play store”.

Insomma, da fonte più che autorevole, una decisa picconata al mito dell’apertura di Google (soprattutto in contrapposizione alla “chiusura” di Apple).

Anni di fuffa spazzati via, e non è nemmeno la prima volta.
Temo non sarà comunque sufficiente.

Stay Tuned, Mr.Frost