Neoluddisti tristi, o di come addossare i propri limiti allo smartphone invece di provare a migliorarsi anche solo un pochino

It took me a solid three weeks to truly not miss my smartphone. Though I hadn’t been using social media apps on my phone for more than a year, I had become more tethered to my iPhone than I had realized. As I soon found, it created a false security mentally. I thought I had this great need to carry a smartphone, but suddenly when it was removed I found there was very little I actually needed it for.

The white space of life started to feel normal again. Just in the last week, I have found myself becoming truly comfortable with boredom and being alone with myself. I don’t have to fill every moment. I can be bored and be just fine. Or, instead of reaching my smartphone, I can engage my environment, strike up conversation with strangers, read a book, jot down a quick note in my journal, etc.

One month without a smartphone – The Focus Course

Che bella la vita senza smartphone.

Certo, come no.

In sostanza, il nostro aveva un vita infame quando aveva lo smartphone, non parlava quasi con nessuno, non leggeva, non scriveva sul suo diario, non “interagiva” con l’ambiente intorno a sé (diagnosi: disturbo dello spettro autistico, sine ira ac studio, chiaramente).

Certo, per trascorrere un mese senza smartphone ha dovuto usare tre settimane del suddetto prima di iniziare a non sentirne la mancanza; ma quella quarta settimana, oh, quella quarta settimana che meraviglia per l’umanità!

Questi esperimenti neo luddisti mi lasciano sempre molto perplesso: oltre ai dubbi che potrei definire standard (Non usi lo smartphone per lavoro? Hai altri apparecchi informatici – tablet, computer – cui delegare de facto il 90% almeno delle funzioni “perse”?), se ne aggiungono sempre altri.

Cosa impedisce di leggere quando si ha uno smartphone a portata di mano (incredibile dictu, anche non sullo smartphone medesimo!)?

Perché viene presentata come sempre ed automaticamente vera l’asserzione secondo cui la miserabile carenza di rapporti umani dipende dalla tecnologia?

Perché accettiamo scemenze di questo tipo:

“I’m in control of how and when I engage my iPhone.” (spoiler: lo saresti stato anche prima, è solo questione di autocontrollo. Se così non fosse, significherebbe che soffri di una dipendenza, tale e quale a quelle da oppiacei, alcool, gioco d’azzardo, sesso e mille altre cose: hai quindi un problema che va affrontato con uno specialista).

“I listen to far less music or podcasts when driving now and usually just drive in silence.” (dannati podcast che si autoattivano mentre si guida, quando uno vorrebbe solo stare in santa pace).

“My wife and I got away for a night sans kids. It was the first time in a while we had gotten away and it was REALLY NICE. While on our getaway I realized how much I didn’t miss the noise of social feeds and being connected.” (Vuoi dire che prima, da solo con tua moglie una volata ogni morte di Papa e non avendo al seguito i figli, controllavi i social network? Vi serve per caso un divorzista? Ne conosco qualcuno bravino…).

“We stayed at a nice hotel in downtown Kansas City and sat by the pool for hours. I had no smartphone to check. So I read my book, swam, sat with my thoughts, and it was awesome.” (Vedi scemenze precedenti).

“Carrying my Nokia around has been a nice conversation starter with strangers and has led to some fun interactions.” (Davvero? Un Nokia dumb come spunto di conversazione? Ok, sei una persona triste, ma non immaginavo fino a questo punto).

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. “I miss being able to snap photos and conveniently send them to my wife or family and friends. I actually have still used my iPhone and iMessage at times for this.”

Baro.

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