(…) in quest’epoca in cui pure il fornaio ha una AI per decidere che tipo di pane fare e in che quantità in base al giorno, avendo studiato il trend delle vendite grazie ad un rivoluzionario sistema di machine learning, mi chiedo se non si possa fare qualcosa per rendere queste benedette notifiche meno invadenti.

Io oooodio le notifiche • SaggiaMente

Come non concordare con Saggiamente? Eppure, non posso fare a meno di domandarmi se esista una via all’intelligenza artificiale che rispetti la privacy dell’utente1.
Apple dice di sì, ma deve ancora dimostrare che i risultati siano all’altezza dei concorrenti; Google sembra non volersi porre troppo seriamente il problema (sono generoso), mentre Amazon addirittura ha la propria ragion d’essere nella profilazione dei propri utenti (posizione legittima, per carità, ma fa sempre bene ricordare che tutto ciò che Amazon fa al di fuori del vendere, esiste solo come attività collaterale funzionale al vendere).

Al di là degli sviluppi futuri, imprevedibili a mio avviso non solo per noi utenti ma anche per gli stessi partecipanti al gioco, l’unica possibilità che abbiamo è provare ad indirizzare le scelte dei colossi di cui sopra, votando col nostro portafogli e il nostro utilizzo quale aspetto debba avere la priorità.

Scegliamo in maniera saggia.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Una piccola integrazione, grazie al Post e ad AP, che esemplifica bene come l’atteggiamento di alcuni attori sia quantomeno “opaco” in materia: Google traccia la nostra posizione anche quando cerchiamo di impedirglielo.

P.P.S. Anche Rene Ritchie spiega bene una parte importante del problema.


  1. Naturalmente, si sta parlando di chi a questa privacy è interessato: conosco personalmente – tutti conosciamo personalmente – una quantità imbarazzante di persone cui apparentemente non frega nulla di farsi profilare come nemmeno la propria mamma sarebbe in grado di fare.