Schools, in particular, shouldn’t be relying upon technologies built by companies with a business model dependent on mass data collection.

Nick Heer – Apple’s “New” Education Strategy

La differenza tra “sponsor” e “sponsor per interesse esclusivo di chi sponsorizza” comincia ad emergere chiara anche in chi finora sembra essersene preoccupato poco (si parla di intere fasce di utenti/clienti/soggetti coinvolti, sia chiaro, il povero Nick Heer è solo un ambasciatore).
Chi si preoccupa del fatto che Google (o Facebook, Twitter o chiunque altro “lavori” nel medesimo modo) abusi della propria competenza tecnologica per fare incetta ed abusare dei suoi dati sensibili, non cita quasi mai l’uso intensivo che dei prodotti di BigG si fa nelle scuole.
Un problema che spero riusciremo a riconoscere e gestire prima che ci scoppi in faccia stile “Cambridge Analityca”.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Anche l’analisi da cui parte Nick per sollevare dei – legittimi – dubbi, ad opera del buon Bradley Chambers (uno che sul binomio Apple-Scuola potrebbe scrivere interi trattati) merita il tempo per una lettura approfondita.