Imagine this is an iceberg as viewed from above. The Verge is the tip above water, the big circle in the middle. The triangles dancing around it are third-party sites lurking under the surface. Lightbeam has a list view, so I switched to get a closer look.

Sweet Jeebus. “You have visited 1 SITE. You have connected with 47 THIRD PARTY SITES.”

The Verge’s web sucks – blog.lmorchard.com

Scegliete attentamente di cosa lamentarvi su Internet.

Stay Tuned,
Mr.Frost

Premessa: questo post è in bozza da circa 20 giorni, ossia da una settimana dopo che AppleMusic è stata resa ufficialmente disponibile. Tanto mi ci è voluto per maturare una – all’epoca parziale, ora definitiva – preferenza per il servizio di Cupertino rispetto al suo principale concorrente. Lo pubblico perché poco o nulla cambierà da qua alla fine dei tre mesi di prova, perché molto (troppo, tutto?) è già stato detto e scritto a riguardo, e perché la meravigliosa sintesi di Dave Marks nel QotD qui sotto mi rappresenta in pieno.

Son vecchio, ormai.

Non è un modo di dire, e non è una questione anagrafica. Non mi sento vecchio, ma una cosa mi ha fatto riflettere tra tutte quelle che ho letto in questi giorni su Music.

Lamentele (motivate, almeno in gran parte) sul catalogo, dubbi (a mio avviso meno motivati) sulla complessità dell’applicazione, specialmente lato Mac.

Dichiarazioni d’amore incondizionato e solenni proclami che “non è niente di più e di meglio che Spotify (o Pandora, o Rdio, o…) con una mela sopra” (ditemi se non vi ricorda niente).

Critiche riguardo al fatto che Beats1 trasmette troppo hip hop (il mondo ascolta una quantità impressionante di hip hop o sue – innumerevoli – varianti. Se la quantità è eccessiva, ci sono infinite varianti di radio on demand).

Eppure.

Eppure, nella mia esperienza, le cose sono un po’ diverse:
– I suggerimenti hanno funzionato benissimo dal primo giorno. E migliorano in continuazione. Spotify dopo mesi continuava a suggerirmi Lorenzo Fragola perché avevo ascoltato Lucio Dalla (probabilmente in base a qualche sofisticatissimo algoritmo tipo: “cantano” + “in italiano” = “stessa roba”).
– L’applicazione, più imparo a padroneggiarla, più mi sembra la soluzione migliore per rendere accessibile tutta questa roba anche nello spazio “ristretto” dello schermo di un iPhone. Perchè di roba ce n’è veramente, ma veramente tanta.
– Per quelli che lamentano la mancanza di un abbonamento gratuito: oltre ad essere imprecisa, la cosa è fuorviante a livello di base. Spotify (giusto per considerare il maggiore concorrente) nella versione gratuita è utilizzabile, ma non su smartphone. A meno che non si voglia ottenere una radio monotematica inframezzata da pubblicità. Music, gratuitamente, offre Beats1. Cioè una radio vera [1], con DJ umani e con poca pubblicità.
– La suddetta Beats 1, personalmente, basterebbe da sola a giustificare l’abbonamento. La perfetta radio musicale generalista, nel senso buono dell’espressione, ma con una cura e, soprattutto, con un respiro mondiale che gli altri si sognano [2].

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. Qui traspare la “vecchitudine” cui accennavo all’inizio. Leggo con un misto di stupore, divertimento ed un po’ di rabbia tweet sarcastici quali “Io non sento la radio. Oh! Apple ha inventato la radio! Fico!”, sparati a raffica da chi cerca notorietà sottolineando l’ovvio; chi, per motivi puramente anagrafici, ha vissuto tutta la propria vita in un’epoca in cui la radio è stata ripetutamente data per morta e giudicata ormai condannata all’irrilevanza, non ha idea di quale potenza possa avere un mezo simile. Onore al merito se Betas1 servirà a farglielo (ri)scoprire. E, per favore, smettiamola di far gli snob con l’atteggiamento di chi ha già visto tutto. Il sistematico been there, done that va bene per i rapper tamarri in vena di “spararsi le pose” e per tutti quegli esseri tristi non più in grado di godersi la vita.  ↩
  2. Questa, più di tante altre che negli ultimi anni hanno avuto maggiore risonanza mediatica, è una di quelle cose che solo Apple. Avere l’ambizione di riuscire a creare una radio davvero internazionale, che trasmetta 24 ore al giorno, e riuscire nell’impresa al primo colpo. Ho viaggiato abbastanza da pensare che, con una colonna sonora simile, non mi sentirei stranito da nessuna parte. È un risultato la cui portata secondo me sfugge ancora ai più, e che diventerà chiara solo con il tempo, ma inevitabilmente.  ↩

It’s all about potential.

Even with all its blemishes, Apple Music has been a hell of a lot of fun. I now have access to, arguably, one of the largest music databases on the planet. I am listening to lots of new music, exploring genres I’ve never gotten into before, digging into some old favorites that bring me pangs of nostalgia and, overall, just listening to lots more music than I’ve listened to in quite some time.

Dave Marks – The Loop

Stay Tuned,
Mr.Frost

La prima è che ho aderito al programma di Affiliazione di Amazon. Ergo, qualunque link a prodotti tecnologici in questo blog farà riferimento al sito di ecommerce di cui sopra. Le App, invece, rimandano ovviamente agli App Store (iOS o OSX).
Questa noiosissima parentesi per correttezza. A voi non costa nulla, a me magari consentirà di ammortizzare le spese di hosting che, pur misere, sono completamente a mio carico, non ospitando questo blog alcuna pubblicità e non avendo io istituito membership di sorta (i bot non sono granchè come sottoscittori).

La seconda è che, approfittando del (così così) Amazon Prime Day, ho preso un Kindle Paperwhite , convertendomi, almeno temporaneamente, alla lettura digitale.

Finora, l’esperienza può dirsi positiva: i pregi – dimensioni, peso, capienza ed autonomia – superano i difetti – continuo ad odiare il refresh delle pagine – e la retroilluminazione fa il suo dovere efficacemente.
Se resterò nel digitale, al momento, non posso ancora dirlo. Sono sempre stato un lettore piuttosto vorace, e questo sembra l’accrocchio perfetto per saziare anche la fame più acuta.

Non riuscirà a farmi dimenticare il cartaceo, ci mancherebbe, ma potrebbe piazzarsi come mezzo di lettura standard piuttosto agevolmente.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Indovinate a cosa si riferisce il link qui sopra? Bravi.

Io sono il prescelto.

Non l’ho capito subito, ma sono cose che si comprendono con il tempo.
Leggo storie di fratelli caduti, intorno a me, e con sgomento apprendo di compagni che hanno perso tanto, o tutto.
Leggo di amici che si sono visti tendere agguati, o sono stati sommersi da indegnità di ogni sorta, a tradimento.

A me non è successo.
Perchè io sono il prescelto.

Music ha – per me – sostituito Spotify da quasi un mese, ormai.
Non ho visto cancellata la mia libreria iTunes.
Non ho visto i miei brani sostituiti con altri simpaticamente provvisti di DRM.
La percentuale di copertine modificate è stata irrisoria (si parla di meno di 10 album su più di 50 gigabyte di musica).
I suggerimenti funzionano meglio di quelli di Spotify già adesso – e quelli avevano avuto mesi per adattarsi ai miei gusti.
iTunes Match continua il suo lavoro invisibile di backup ufficioso.

Sono solo un caso, certamente.
Ma sono solo casi
(su milioni di utenti) anche quelli cui è toccata in sorte l’Apocalisse.

Solo che, purtroppo, magari quelli hanno qualche lettore in più.

Stay Tuned,
Mr.Frost

All the big Apple product releases—the iPod, the iPhone and the iPad—were at events that were almost exclusively dedicated to those devices. The list of “One more things” (which CNET has collected in perhaps the world’s most painfully inscrutable slideshow) includes the original AirPort Base Station, the G4 Cube, aluminum PowerBooks, the iPod shuffle, the iPod touch, and a few others that didn’t ring the “next big thing” bell.

So despite our collective misremembering, “one more thing” is not “the next big thing” at all, it’s just… one more thing.

The Macalope

Stay Tuned,
Mr.Frost

Nel Young annuncia che ritirerà la propria musica dai cataloghi dei servizi di streaming.

Il problema, dice, non sono i bassi ricavi, bensì la qualità audio.

It’s about sound quality. I don’t need my music to be devalued by the worst quality in the history of broadcasting or any other form of distribution. I don’t feel right allowing this to be sold to my fans. It’s bad for my music.

Tanto per intenderci, stiamo parlando di questo Neil Young.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Interessanti molti commenti al post su Facebook, ma il primo, secondo me, li vale tutti.

…che poi sarei io. O voi, se avete un sacco di lettori (cosa che io non ho) e un sacco di fortuna (cosa che io – in questo campo – non ho).

Buy Me A Pie!, tra l’altro forse la migliore app per la lista della spesa che abbia mai provato (residente in pianta stabile su tutti i dispositivi di famiglia, e come bookmark anche sul Mac), indice un concorsone per ragalare un Watch.

Scaricate la app da qui, apritela una volta e mi “darete un voto”. Chiaro che poi la vincerà qualche fescion blogger USA con millemilamigliardi di lettori, ma vabbé.

L’app è fatta bene, gratuita, e risolve un problemino quotidiano. Cosa volete di più, un Watch?

Stay Tuned,
Mr.Frost

Apple’s engineered the obvious solution to this problem by offering new members three months for free. If you’re smart [1], you’ll take that three months, cancel your existing subscriptions and cancel them until the free trial runs out.

Gizmodo – senza link

Che squallore.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. Il pezzo cui rimanda questa monnezza, e di cui volontariamente non vi fornisco il link, si intitola letteralmente “Come ottenere musica gratis per il resto dell’estate”. E sarebbe furbo.  ↩

Chi si ricorda il Tamagotchi? (non l’attuale versione, l’originale)
Ok, ora: chi si ricorda senza un moto di ribrezzo il Tamagotchi? Già meglio.

Il piccolo bastardo richiedeva una quantità di attenzione superiore a quella che qualunque ragazzino dell’età cui era destinato avrebbe potuto legalmente dedicarvi, il tutto per evitare che la sua miserabile esistenza a (circa) 30 pixel finisse precocemente (mai abbastanza presto, se lo chiedete a me).

Tutto questo Amarcord per introdurre una piccola gemma contemporanea: Lifeline per iOS.

Lifeline è un gioco per iPhone e Watch, in cui dovete aiutare una creatura sperduta e sostanzialmente dipendente da voi a sopravvivere.

Solo che, in questo caso, la creatura è un astronauta di nome Taylor.
Taylor è sopravvissuto allo schianto della propria nave – il Varia – contro una non meglio identificata luna di Tau Ceti.
Non si sa come, è sopravvissuto, e può comunicare, ma solo testualmente.

E solo con voi.

A voi quindi il piacere di guidarlo nelle numerose scelte che si frapporranno tra lui e – sperabilmente – la salvezza.
O quantomeno, una morte non troppo brutta.

Se vi piacciono le belle storie. Se amate la tensione calibrata, non eccessiva. Se avete amato i Libri game (io sì, li adoravo – anche se di tanto in tanto baravo). Se guardando un film dell’orrore o di azione, magari di fantascienza, siete sempre quelli che “io avrei fatto diversamente” (io spesso, lo confesso – e spesso ci azzecco, ma questa è un’altra storia).

Se tutti questi se (ed altri ancora ce ne sarebbero) vi solleticano, fatevi del bene. È anche temporaneamente in offerta.
Vado a vedere come sta Taylor.

Stay Tuned,
Mr.Frost