Matt Gemmell sulla differenza (sostanziale, decisiva, eppure così difficile da definire ed ancor più difficile da apprezzare) tra scelte di design e compromessi voluti e l’opposta, sinistra tendenza ad offrire apparenti maggiori possibilità di scelta, mentre invece semplicemente ci si lava le mani dei problemi, demandandone quindi la soluzione all’utente finale.

Penso che un limite a questa filosofia del mazzo di carte (AKA: “scegli un’opzione, quella che preferisci, ma non pretendere che ti indichi la migliore perché non ho idea di quale sia”) verrà posto – in maniera ancor più decisa di quanto non emerga già ora – nel momento in cui devices intrinsecamente limitati come tablet e smartphones (anche se andrebbe fatto un discorso a parte sulle “limitazioni” di macchine tascabili dalla spaventosa flessibilità e potenza, che superano in ogni aspetto o quasi ciò che fino a qualche anno fa era considerato un sogno fantascientifico – bisogna che ci mediti un po’ su…) soppianteranno definitivamente nell’uso comune i PC.

Non posso svolgere seriamente e serenamente il mio lavoro, quale esso sia, se dipende da un oggetto cui il progettista non ha saputo e/o voluto dare un’identità (potremmo dire un’anima, ma poi di solito si finisce male, o molto male…).

Stay Tuned,
Mr.Frost

Alt, stop, basta con l’isteria di massa. Non ho tradito la causa. Ho solo scelto di mantenere l’alto livello cui Apple mi ha abituato.

In seguito alla dismissione dell’iMac G5 (troppo in affanno per i molteplici compiti affidatigli sistematicamente), mi sono convinto per ragioni di budget e tempo a trasformare il mio portatile nel “fisso di casa” (il tutto anche in previsione di un futuro aggiornamento dell’iPad).

Ovviamente, i 15" del MBP vanno benissimo se la macchina viene utilizzata come portatile, ma risultano insufficienti se viene posta ad una distanza da scrivania civile (ho una gran bella scrivania, lo so…).

Ecco allora l’occasione di realizzare un’idea che mi ha sempre solleticato, ogni volta che l’ho vista realizzata da altri: un bel monitor esterno et voilà, una configurazione a singolo o doppio schermo servita in pochi istanti.

Avrei voluto prendere un Cinema Display Alluminio, ma diciamocelo, hanno dei prezzi (da usati, visto che sono fuori produzione da anni) completamente assurdi. Dopo lunghe ricerche, ed in seguito all’esclusione di qualsiasi cosa costasse più di 200€ e/o fosse prodotta da Samsung (ho non uno, ma ben due televisori che adoro, ma i monitor mi fanno esteticamente angoscia – e qua si torna al discorso dell’alto livello di cui sopra), mi sono imbattuto in questo animalone prodotto nientemeno che da quell’HP che credevo morta da secoli 😉

Luminoso, FullHD, con tre ingressi, IPS ed esteticamente piacevole: una scommessa vinta, per ora, anche perché dal costo decisamente inferiore al budget.
Ora non resta che aspettare Mavericks per una gestione multi monitor decente… 😉

Stay Tuned,
Mr.Frost