Fake but True: A tale of two AirPods

Potential Saga Warning: questo potrebbe essere (me lo auguro, in relatà), il primo di una serie di post su quanto “la Cina sia vicina”. Vedremo se le condizioni lo permetteranno e l’allineamento dei pianeti sarà favorevole.

Questa è la storia di un paio di AirPods che non lo erano.

Inizia tutto dalla pericolosa combinazione di due miei malsani hobbies: Wish equesto canale YouTube.

Uno dei video riguardava un paio di cuffie cinesi, copie dichiaratamente tarocche delle AirPods di Apple. Avevo seguito il link segnalato dell’autore del video, ma il prodotto su Amazon non era più disponibile.

Archiviata la pratica come “simpatica aneddotica”, me ne ero sostanzialmente dimenticato, fino a quando il mio girovagare su Wish (fonte costante di stupore per un sacco di motivi1 ) non mi aveva messo in contatto con un numero incredibilmente alto di annunci di questo tipo:

Adesso fate la tara di tutte le precauzioni che volete. Il sito tratta roba cinese. La descrizione spesso è volutamente vaga, quando non addirittura fuorviante.I tempi di spedizione sono – spesso – biblici.

Ma con la sicurezza dell’eventuale rimborso grazie a Paypal, la curiosità può avere la meglio (considerando che il prezzo all’epoca era ancora minore). Alla peggio, per pochi euro mi sarebbero arrivate delle divertenti, grossolane imitazioni delle cuffie “true wireless” più famose in circolazione, su cui magari avrei potuto scrivere una pseudo-recensione delle mie 😉2.

Le cuffie sono arrivate, o non stareste perdendo tempo su queste righe.

Devi dire che qui si apre un mondo; avete presente quando si dice che il valore aggiunto di Apple non è solo nell’hardware, ma nella sinergia tra la ferraglia e il software? Ecco, queste cuffie lo dimostrano appieno.

Cos’hanno

La forma delle AirPods. Il colore giusto. Una serie di sensazioni fisiche (dalla sensazione offerta dal materiale al tatto, alla resistenza del coperchio) pericolosamente simili alle originali. Ad occhio nudo, specie se indossate, sono quasi indistinguibili da quelle “reali”.

L’animazione che viene mostrata all’apertura del case è identica (beh, penso sia normale, visto che – a livello di “risorse grafiche” – sarà presente nel sistema operativo del telefono).

Tutto ciò che contribuisce a creare quello che potremmo definire come il primo stadio dell’effetto wow è dove dovrebbe essere.

Cosa non hanno

Le prestazioni audio. Se siete tra i fenomeni che criticano degli auricolari full wireless perché non hanno la qualità audio di cuffie Around-Ear da 350€ o più, provando queste capirete quanto in realtà ognuno sia la Bang&Olufsen di qualcun altro.

Siri e i controlli touch. A quanto pare, sempre con incredibile sorpresa dei membri del partito del “lo fa Apple e basta (o per prima, o meglio), ma che ‘cce vo’ ”, le copie non dispongono dei medesimi controlli touch che allietano i possessori delle AirPods originali3 .

(OVVIAMENTE) L’assistenza. Li pagate 10€, ottenete un’assistenza equivalente. Cioè nulla.

Tecnicamente, la differenza sarà abissale (se una parte di essa è ravvisabile anche “ad occhio nudo” e ad un utente non “professionale”, figuriamoci cosa potrebbe uscire da un esame stile iFixit o ArsTechnica). La cosa più impressionante, però, rimane quanto quella che è tranquillamente definibile come una cinesata da 10€ si avvicini al prodotto di anni di R&D di un’azienda multimiliardaria”.
Questo e tanti altri casi simili (alcuni dei quali, più o meno a breve, potrebbero fare capolino tra queste righe, come si diceva qui sopra) rendono a mio avviso perfettamente chiaro a quanta pressione siano sottoposte le aziende con un marchio ed una tradizione d’innovazione da difendere, schiacciate come sono tra i ritmi del mercato – che vuole sempre più frequentemente novità che cambino interi paradigmi d’uso di colpo – e la coscienza (perché non si tratta più di paura) che appena si lancerà un nuovo prodotto, per quanto rivoluzionario possa essere, scatterà inesorabile il conto alla rovescia che porta al momento della clonazione accettabile.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. 1) Quanta robaccia assurda ci sia in vendita nel mondo.
    2) Quanto siano fatti bene/male i cloni cinesi
    3) Quanto alcune specifiche hardware – di per sé – non significhino assolutamente nulla
    4) Quanto ricarico possa avere un negozio di roba cinese rispetto al prezzo d’acquisto degli articoli che vende
    5) ecc. ecc. 
  2. E anche per oggi, la profezia autoavverante l’abbiamo smarcata. 
  3. Ho già detto come alcune delle interazioni fisiche più riuscite delle AirPods diventino talmente automatiche da spingere l’utente a provare a riprodurle – ed aspettarsi che funzionino, e rimanere stupito e contrariato quando ovviamente ciò non accade. Questo resta, secondo me, uno dei più grandi traguardi raggiunti da Apple. 

L’eliminacode

Protip: Don’t set a random Chinese website as the remote administrator of your smartphone

 The Internet’s horrifying new method for installing Google apps on Huawei phones – ArsTechnica

You know who else hates wires? People who have to deal with wires.

Also puppets.

Possessed puppets.

Which is redundant because all puppets are possessed. That’s just science.

I’ve got no strings: AirPods are more than an evil plot – The Macalope

Experts say your body does not adapt to noise. Large-scale studies show that if the din keeps up—over days, months, years—noise exposure increases your risk of high blood pressure, coronary heart disease, and heart attacks, as well as strokes, diabetes, dementia, and depression.

Noise is a clever enemy. It leaves no trace and vanishes when chased. It’s hard to measure or describe. It is also relative. “Sound is when you mow your lawn, noise is when your neighbor mows their lawn, and music is when your neighbor mows your lawn,” says Arjun Shankar, an acoustic consultant.

Years ago, the staff of a medical-equipment company became spooked by recurring sightings of a gray, spectral figure haunting their lab. One night, an engineer working late alone felt a chill pass through the room and, out of the corner of his eye, saw a soundless figure hovering beside him. When he wheeled around, no one was there. The next day, while adjusting one of the machines in the lab, he began to feel the same creeping unease. The poltergeist? A vibrating extractor fan, he realized. He published a paper on his ghost-busting, which concluded that the machine was emitting low-frequency sound waves: pulses of energy too low in frequency to be heard by humans, yet powerful enough to affect our bodies—comparable, he found, to the inaudible vibrations in a supposedly haunted cellar and in the long, windy hallways that appear in scary stories. In addition to causing shivering, sweating, difficulty breathing, and blurry vision as a result of vibrating eyeballs, low-frequency sounds can also, apparently, produce ghosts.

Why Everything Is Getting Louder – The Atlantic

After buying a £2.70 gel screen protector on eBay, Lisa Neilson registered her right thumbprint and then found her left thumbprint, which was not registered, could also unlock the phone.
She then asked her husband to try and both his thumbs also unlocked it.
And when the screen protector was added to another relative’s phone, the same thing happened.

Samsung: Anyone’s thumbprint can unlock Galaxy S10 phone – BBC.com

Una patch software ha risolto il problema, ma come sempre accade, provate ad immaginare altri al posto della casa coreana.

E diciamolo subito perché la verità è uno dei migliori antidoti a gran parte dei mali della società, parole d’odio incluse: in quella mozione non c’è una sola parola, una sola frase, una sola virgola, un solo principio, niente di niente che possa seriamente non essere condiviso da chiunque si auguri per la società un futuro migliore del passato.

La mozione in questione non è una legge che stabilisca questa o quella regola suscettibile di incontrare il favore di alcuni e lo scontento o le perplessità di altri ma semplicemente l’impegno del Senato della Repubblica a osservare, studiare, affrontare fenomeni dilaganti come l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo e l’istigazione all’odio e, naturalmente a cercare e proporre soluzioni facendo quello che, mozione o non mozione, è il dovere del Senato come di ogni altra Istituzione repubblicana.

Ma allora perché quasi cento Senatori della Repubblica hanno scelto di non votarla?

E perché hanno scelto di restare seduti, con un gesto, almeno, di evidente sgarbo istituzionale davanti a una Signora novantenne, Senatrice a vita della Repubblica, mentre i loro colleghi si alzavano a applaudirla?

Odio online, il dito e la luna – Guido Scorza

Among various features, one of the key improvements in this suite of software updates is extended flexibility of the HomePod’s music playback abilities.
In fact, by updating to the latest version of Apple’s software, you’ll gain a variety of new audio-related functionalities for HomePod, ranging from the ability to wave an iPhone atop the speaker to hand off audio to brand new integrations with the Shortcuts app as well as HomeKit scenes and automations.

Hands-On with HomePod’s New Music Features for Homekit, Shortcuts, and Handoff – Macstories

Tim, cosa diamine state aspettando a distribuire anche qui l’HomePod?

A few months ago, I stumbled onto a new way of writing. I don’t mean an unusual literary or textual style; I mean a new physical method for the painstaking task of chiseling the formless geologic schists inside my brain into words and sentences crisp and coherent enough to please at least a few of my fellow human beings.

Here’s what I do: Instead of writing, I speak.
There is something more interesting here than a newspaper columnist’s life hack. I began writing-by-speaking as part of a deeper exploration into living inside what I call the “screenless internet” — which may well become the internet of tomorrow, for better and worse.

Con parecchi limiti, ma è una via praticabile. Specialmente con le note ed un Apple Watch a disposizione, a patto di non temere l’effetto “Supercar”.

Stay Tuned,
Mr.Frost

Disney+ , The Mandalorian e l’acquolina in bocca

Justified has been on my mind since Ringer chief content officer Sean Fennessey described The Mandalorian as “Justified with blasters” shortly after the new show’s Tuesday release.

As a person who loves Justified deeply, this checks out. Within minutes, The Mandalorian has invited you into a shabby dive bar where two poachers are, in full view of everyone, about to carve up another paying customer, because that’s the sort of thing that can happen in this universe. Before delivering his first line of dialogue, “Mando” (that’s our guy) smashes a stein over the big one’s head, then lassos and shoots the smaller one. That first line, to his actual quarry, with his hand on his blaster, is “I can bring you in hot or I can bring you in cold.” It reminded me of the Justified pilot, when Boyd Crowder (Walton Goggins)—an old coal buddy of Raylan’s who’s wandered off the straight and narrow into armed robbery and white nationalism—asks whether Raylan would really shoot him, given the chance. Raylan adjusts his 10-gallon, coolly puts his blazer back on, and turns to leave. “You make me pull, I’ll put you down.” Mando didn’t get a chance to say this before decommissioning the bounty droid at the end of The Mandalorian premiere, but he certainly thought it loudly, and yes, that is the exact kind of passionless, principled killer shit that I get out of bed for.

”The Mandalorian” Could Be the Best TV Western Since “Justified” – The Ringer

Disney+ probabilmente avrà come effetto principale quello di peggiorare l’attuale problema dei servizi di streaming a pagamento, e sicuramente sta già impoverendo i concorrenti tramite politiche commerciali quantomeno opache.

Ma forse – ed è un grosso forse – il contributo artistico sarà sufficiente a farci sopportare queste antipatiche conseguenze.

Stay Tuned,
Mr.Frost

Uguale uguale

The Mi Watch is an Apple Watch clone, but the design is pretty much the only thing that’s cloned here. You won’t get a good SoC, a good operating system, good battery life, good haptics, or a good app ecosystem.

Xiaomi’s Apple Watch clone removes everything good about the Apple Watch

L’articolo, breve, va letto tutto. Se una testata come ArsTechnica, con nome e reputazione da mantenere, si lancia in una dichiarazione del genere, la situazione dev’essere più vicina al disastroso che al brutto.

Stay Tuned,
Mr.Frost

Quote Of The Day

$250 and they look like Apple Watch chargers stuck in your ear. And people argued that AirPods were too expensive and looked funny.

…e a proposito dei Google Buds – presentati ma non funzionanti, nemmeno allo stadio prototipale – che dovrebbero segnare l’ingresso di Big G nel mondo degli auricolari true wireless:

Not shipping for six months is one thing; not even having usable prototypes now is another. They must have felt like they had to show them anyway — Apple, Microsoft, and Amazon are already in the game.

Daring Fireball

John Gruber la tocca piano.

Stay Tuned,
Mr.Frost

Quote Of The Day

Anyone who has observed any significant number of tech events knows this. Every tech company is trying to tap into the emotions of its audience. It’s just that most aren’t so good at it. Remember Microsoft’s Steve Ballmer leading his audience in chanting “developers, developers, developers!” on stage to while pounding his fist and drenched in sweat? That was strange, but it didn’t generate any major newspaper opinion pieces about how precarious the company’s grasp of reality was.

Can Journalists Have Feelings At Apple Events? – Roughly Drafted

Stay Tuned,
Mr.Frost

Quote Of The Day

I’ve been a Mac user since the IIsi. I know those features above inside-out, know which have been there since Classic days, which have just arrived, and yes, which can be flaky on occasion. But to see it through a new Mac user’s eyes is to see a vast enormity of mistakes not made. It is to perceive a clarity of intention through design, maintained over decades of updates.

I’m not an Apple pundit. I should probably listen to and read far fewer opinions from those who are. I will say, though, that no misstep today’s behemoth Apple has made, no product delay, no underperforming market, no dodgy spacebars – nothing leads me to believe that the company has lost focus on its principles of design.

I love my Mac, of course. But seeing someone else fall in love too, again, today? Pretty sweet.

I love my Mac – Zoe Smith

Quando hanno voglia di litigare…

Ennesima grande app che passa al modello in abbonamento: PDF Expert di Readdle, con la versione 7, raggiunge Ulysses, Drafts, TextExpander e tanti (troppi?) altri.

Ho già espresso le mie opinioni riguardo allo switch in questione: ci sono casi in cui ha senso, o almeno lo ha per me (Ulysses), altri in cui proprio ne faccio a meno (TextExpander e Drafts, di cui continuo ad usare felicemente le versioni pre-abbonamento), altri ancora in cui spero che la questione non si ponga mai (Hazel).

Quello che questa volta ha attirato la mia attenzione è qualcosa che – in realtà – si è già verificato in precedenza (in quasi tutti i casi citati): l’ondata di polemiche seguenti all’annuncio.

Anche qui, torno ad esprimere una parte dei ragionamenti già fatti in passato: a prescindere dalla “sensatezza” o meno dell’operazione, la chiave per farla accettare al maggior numero possibile di utenti risiede nelle modalità di comunicazione del cambio.

Francamente, trovo difficile comunicare un cambio (significativo e – stante il numero alto e crescente di casi – anche potenzialmente destabilizzante) in maniera migliore di questa:

Pare che più di un utente, almeno tra i più “rumorosi”, abbia problemi con l’italiano.
Traduco per i più insicuri: “abbiamo introdotto nuove funzionalità, decidendo contestualmente di farvele pagare un tot al mese; tutto ciò per cui avete già pagato resta a vostra disposizione”.

Insomma, se adoravate PDF Expert, continuate pure a basarci il vostro flusso di lavoro con i PDF (personalmente farò così). Se vi attirano le nuove funzionalità, avete un’alternativa: pagare per l’abbonamento gli sviluppatori della vostra app preferita, oppure rivolgervi altrove, in toto o solo per quelle specifiche funzionalità.

Come si è detto in passato, la libertà di scelta data al cliente è la vera differenziazione, quella che determinerà il successo meritato o il clamoroso fallimento dei vari “esperimenti”.

Stay Tuned,
Mr.Frost

Lying under the feet of the giants?

Suggerimento podcast (in Inglese americano quindi valutate se sia gestibile).

Land Of The Giants

Descrizione al volo, grazie al sempre ottimo PocketCasts:

La prima stagione è tutta dedicata alla casa del grosso sorriso arancione, croce e delizia di noi fan dello shopping online. Se pensate che la parte “croce” sia un’esagerazione, o sostanzialmente ininfluente, allora dovreste proprio ascoltare questo podcast.

Stay Tuned,
Mr.Frost