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What Post-PC Really Is

Post PC is computing where you need it, when you need it. It’s not based on hardware form factors or software platforms or touchscreens, or even limited to smartphones and tablets. It’s the idea that computing should adapt to areas of your life where the augmented power of a computer can help you do your tasks better and more efficiently.

Ancora una volta, la disponibilità della tecnologia ha la meglio sulla sofisticatezza, per così dire, della medesima.

È forse stato l’aspetto meno compreso dell’iPad, quello che ha dato il vero vantaggio sui concorrenti ad Apple: perché nessuno ha capito che la tavoletta era sì un concentrato molto ben assemblato di tecnologie preesistenti, ma che la vera chiave era il qui e ora che si trasformava improvvisamente in ovunque e dovunque.

Perché parliamoci chiaro: chi era tra noi davvero contento di portarsi dietro qualche chilo di laptop? Personalmente, trovo insopportabile il pur ridotto peso del MBP (oggettivamente ridotto, in confronto agli ultimi modelli è una locomotiva a vapore…) dopo l’iPad.

Eppure non sono un esempio di vita in mobilità estrema, al punto tale da potermi permettere di scrivere il 90% dei post con la tastiera bluetooth, anche quando sono in giro: raramente mi manca un piano d’appoggio.
Ma proprio per questo, forse, la mia situazione è ancora più emblematica: in questo momento sono seduto alla scrivania in casa, con Spotify che riempie le mie orecchie con questa fantastica scoperta, con davanti a me un laptop abbastanza performante per sostenere dieci volte il compito che sto svolgendo (ok, i compiti, ma siamo ad un livello che definirei di multitasking subliminale), eppure sto digitando sulla tastiera virtuale dell’Air.

Perché?

Perché aiuta la concentrazione, perché è performante abbastanza da scomparire nell’uso quotidiano, per tutti i motivi seri che volete, certo. Ma guardando con attenzione, da vicino, il perché appare chiarissimo: più di quanto accadde a suo tempo con il portatile (e difficilmente l’avrei creduto possibile), questo pezzo di metallo e vetro è il mio computer.
Un tale livello di intimitá (oddìo, mi faccio paura…) è dovuto in gran parte al fatto che, oltre a svolgere egregiamente tutti i compiti che gli sottopongo, questa macchina è con me, sempre e ovunque.

Non fatico a capire chi sostiene di scrivere la quasi totalità dei post del proprio blog con l’iPhone (io non posso, ho le manone… E nonostante ciò scribacchio abbastanza a lungo anche lì, se se ne presenta l’occasione – adoro iCloud e Dropbox).

Certo, la natura limitatamente multitasking di iOS favorisce enormemente la scrittura, almeno quella non saggistica: con la nascita di Byword, iAWriter, Editorial, Drafts, e tutto l’universo di applicazioni dedicate a scrivere senza distrazioni software (ché quelle ambientali ancora si eliminano alla vecchia maniera – cavolo, proprio bello ’sto disco…), iOS si candida ad essere LA piattaforma di scrittura.

Ma ancora una volta, il ragionamento torna al punto di origine: é la coscienza di poter scrivere ovunque ed in qualsiasi momento l’ispirazione colpisca che rende così soddisfacente l’esperienza, perché regala un senso di libertà totale, di assenza di vincoli, che tra l’altro ricorda molto la classica soluzione analogica penna+taccuino (e vai di effetto nostalgia, che come si sa è canaglia…).

Stay Tuned,
Mr.Frost

  • Personalmente invidio molto le persone che come Lei riescono a fare il salto di qualità e scrivere e prendere appunti direttamente su dispositivi elettronici, personalmente rimango legato all’agenda ed ai post-it oltre al classico taccuino da appunti. Periodicamente provo ad ammodernarmi, sfruttando di più tablet e telefono, ma non sono riuscito mai ad andare oltre le 2 settimane di esercizio, allo stesso modo mi ostino ad utilizzare il portatile anche per la miriade di funzioni per le quali sarebbe più comodo il tablet. Sarò per sempre relegato a fine anni 2000? Buona mattino e buon proseguimento!

  • Personalmente, il trucco è la coesistenza di digitale ed analogico. Per quanto ami ed utilizzi il più possibile il digitale, senza la mia Moleskine in borsa mi mancherebbe l’aria… Sono schizofrenico, forse, ma mi pare così facendo di conservare un certo equilibrio… Alla fine, si tratta di trovare la giusta combinazione di strumenti per far sì che ciò che realizziamo (in ambito lavorativo, ma ancor di più se si tratta di “hobby”, a mio avviso) “ci sia lieve”. Uno strumento, hardware o software, digitale o analogico che sia, che fa pesare troppo la propria presenza in fase creativa ha già fallito nel suo compito. Buon proseguimento anche a Lei.