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Una soluzione senza un problema

In occasione della dismissione di Mailbox, si riaffaccia il solito tormentone sull’email che dovrebbe essere “aggiustata”, con il solito strascico di considerazioni su uno strumento che – pur funzionando da decenni – evidentemente tutti odiano nella forma attuale.

Il problema, a mio avviso, riguarda il dito e la luna.

La quasi totalità delle critiche che leggo imputano difetti quasi inemendabili al concetto stesso di email, ma lo fanno nel modo peggiore: paragonandolo con altri strumenti di comunicazione che nulla hanno a che vedere, o quasi.

Ci si lamenta che la mail non sia veloce e collaborativa come uno Slack qualsiasi; notiziona dell’ultimo minuto: non deveesserlo. Slack è una chat, la mail no.
Se il tuo lavoro necessita di uno strumento come Slack, allora USA Slack. Lamentarsi delle minori opzioni di collaborazione o condivisione della mail rispetto ad un’applicazione di messaggistica istantanea equivale a lamentarsi di quanto faccia schifo il telefono perché non posso mostrare immagini al mio interlocutore attraverso la cornetta, mentre potevo imbustate insieme ad una lettera.

Detto ciò, sono stato un utente soddisfatto di Mailbox quasi da subito, e l’ho abbandonato solo perché mancava di una dote per me fondamentale già da allora: quella strana forma di supporto multipiattaforma che consiste nell’avere a disposizione la medesima app su iOS (rigorosamente Universal) e su OSX.
Questo è, tra l’altro, il motivo basilare per cui continuo ad usare Apple Mail, pur con tutti i suoi difetti.
Che Mailbox abbia precorso i tempi al momento della sua uscita, e dettato un modo di interagire con la mail (e non solo) adottato in seguito in massa perché più naturale (quasi ovvio, a posteriori, come tutte le grandi interfacce) è innegabile.
Ma per favore, smettiamola di bastonare il cavallo perché gli zoccoli sono sbagliati.

Stay Tuned,
Mr.Frost