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Un altro punto di vista (cinque post fa, ma in controluce)

Mi capita quindi sempre più spesso di non pormi nemmeno il problema dell’esistenza dell’applicazione per OSX corrispondente (a parte Drafts. Davvero. Non mi pare di chiedere poi molto, no? In cambio, vi rilascio tutti questi ostaggi, qua…), ma semplicemente di sperare ci sia una webapp.

Io, cinque post più in basso

In realtà era tutto partito da una considerazione a prima vista diametralmente opposta (ricordate? In questo blog c’è la categoria “Deliri…”): abbiamo bisogno, ora piu che mai, di applicazioni davvero universali.
Non sto parlando dello status di Universal di iOS, bensì di una sorta di mistica triade che pochi sviluppatori a mio avviso prendono davvero in considerazione: iDevices e Mac.
Eppure, Apple stessa spinge sul tasto della maggiore Continuity possibile, anche se azzoppando il sistema con la decisione di relegarlo ai soli Mac dotati di Bluetooth LE.
Certo, ci sono fior di sviluppatori che hanno colto perfettamente il punto, regalandoci App praticamente perfette ovunque le usiamo: ByWord, iAWriter, PCalc, Fantastical, MindNode, DayOne, Ulysses in una certa misura.
Ma la tendenza è, per l’appunto, al massimo questo: un venticello, qualcosa di intuibile ad opera degli sviluppatori più illuminati (non credo sia solo una questione di risorse, e mi rifiuto di credere che chi crea applicazioni incredibili per iOS, che trasudano competenza e passione, possa ritenere poco interessante sviluppare per Mac): siamo ben lontani dal poterlo considerare un processo automatico.

La realtà, ho capito dopo, è che quanto detto finora e ciò che scrivevo nel post citato in apertura sono solo due prospettive diverse da cui osservare la medesima questione.
Le web app, se fatte bene, riempiono più che degnamente il vuoto lasciato dalle “controparti native* delle applicazioni per iOS. Il che, peraltro, suscita un nuovo dubbio: non sarà che, piacevolmente stupiti dal livello molto alto raggiunto da alcune di queste versioni web, ci stiamo abituando a non cercare di più?
Lo so, sembra in perfetta antitesi a quanto sostenevo due post fa (”sperare ci sia una webapp"), ma proprio qui sta il nocciolo del problema: io sono felice quando trovo una webapp che svolge egregiamente il compito di una app nativa. Solo, mi dà estremamente fastidio non riuscire a capire se questo ritardi, danneggi o addirittura impedisca lo sviluppo della seconda.

Mi sembra chiaro che il mercato iOS, in termini di visibilità, numeri grezzi [1] e forse anche fatturato [2], sia molto più appetibile di quello a base OSX (fanno – forse, ed è un forse enorme – eccezione le applicazioni e le suite professionali).
Ma non scambiate questa mia avvocatura improvvisata nei confronti di OSX per nostalgia dei PC, o per sterile rispetto verso l’origine della specie: è un virus che ho visto diffondersi a macchia d’olio di pari passo con il vertiginoso successo dei dispositivi iOS e mi ha sempre lasciato piuttosto perplesso. [3].
Solo ritengo bizzarro che Apple, quasi sempre perfetta nella comunicazione, non riesca a trasmettere come al momento, proprio perché pensato perfettamente di pari passo e parallelamente agli iDevices , con un livello di integrazione semplicemente non ottenibile altrove, OSX sia la piattaforma più interessante per cui sviluppare, specialmente se si è indie e portati alla sperimentazione.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. Basti pensare a quanti dispositivi iOS siano in circolazione – e quanto intensamente e pervasivamente vengano utilizzati, rispetto ai numeri – pur crescenti – fatto registrare da OSX.  ↩
  2. Nonostante il malcostume dominante del “tutto a 0,99€ con IAP”.  ↩
  3. Come se il successo conseguito da Apple e l’enorme solidità economica con relativa libertà di movimento – senza ansie di bilancio – potesse fare male all’azienda. Chi si fasciava la testa perché profetizzava l’abbandono del meno redditizio mercato OSX in favore di un totale sbilanciamento verso iOS, non considerava a mio avviso come proprio il successo degli iDevices fosse la miglior garanzia di lunga vita per il Mac: ché un’azienda senza problemi di soldi può permettersi di aspettare che una parte dei propri prodotti guadagni – stabilmente ma lentamente – quote di mercato. Viceversa, quale ramo sarebbe stato tagliato in caso di “difficoltà”…?  ↩