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Ulysses – L’importanza del multipiattaforma

Qualcuno mi ha già dato del matto, ma alla fine ho ceduto: ho acquistato Ulysses per iOS.

Conosco ed apprezzo la versione per Mac da molto tempo (c’è anche una bozza di una mia orrenda pseudo recensione a dimostrarlo), ma ciò che mi aveva impedito di usarlo come principale sistema di scrittura finora era stata proprio la sua debolezza lato iOS.

Per quanto mi piacesse – e fosse per l’epoca decisamente evoluto – Daedalus Write (l’app destinata a fare da gemello diverso di Ulysses su iOS) non era ciò che poteva definirsi un software comodo da usare; paradigmi diversi da qualunque altra app lo rendevano sì intrigante e molto più potente della concorrenza, ma anche poco intuitivo in una prima fase.

Ora il problema pare essere superato, poiché Ulysses è disponibile ufficialmente su quasi qualunque cosa abbia una mela sopra.

Il software è migliorato straordinariamente in questi anni, non solo dal punto di vista delle funzionalità ma anche da quello grafico: la sintassi Markdown è ben evidenziata e spicca all’interno del testo senza tuttavia appesantire la rilettura.
L’unico appunto che mi sento di muovere riguarda il sistema dei link, poco chiaro nella gestione da iOS, al punto tale che sembra più evidenziare i limiti di precisione del touchscreen che compensarli; Ulysses racchiude infatti i collegamenti in un box colorato, costringendo così l’utente ad un doppio passaggio per editarli.

Per il resto, la tastiera con le scorciatoie Markdown è completa (anche se anch’essa di fatto è un sottomenù), così come quella per la selezione rapida dei simboli; considerando il sistema della tastiera virtuale di iOS, che relega i suddetti in una pagina secondaria rispetto alle lettere, avere delle scorciatoie velocizza comunque le operazioni.

Pubblicate su Medium come – apparentemente – fa ogni titolare di blog trendy al momento? Ulysses vi consente di farlo direttamente dall’applicazione. Niente da fare, invece, per WordPress (e qui ByWord vince a mani basse).
Bisogna però dire che le opzioni di esportazione di Ulysses sono decisamente tante e tutte molto utili, come dimostra il menù:

menù esporta

Ottime – decisamente superiori a ByWord – le funzioni di organizzazione della libreria documenti. Ma questo è sempre stato un punto di forza di Ulysses, che lo poneva – non me ne vogliano i fan – sostanzialmente a pari, per l’utente medio, di mostri sacri quali Scrivener.

In sostanza, un ottimo editor con peculiarità che è difficile definire propriamente “limiti” senza essere ingenerosi. Un software potente, flessibile, che manca in alcuni ambiti della semplicità ben calibrata di ByWord, ma bilancia egregiamente con funzioni che il diretto concorrente (o almeno quello che per me resta tale) si sogna.

Credo che il punto chiave stia, come spesso accade, nell’abitudine: se usate come me ByWord da parecchio tempo, avrete maggiori difficoltà ad gestire le differenze; se invece iniziate ora a scrivere un blog – o comunque a gestire seriamente testo su iOS – il mio consiglio spassionato è di investire in entrambi, testarli approfonditamente e poi fare la vostra scelta (comunque sempre reversibile).
Ognuno dei due mondi ha caratteristiche uniche, ma fatta la tara delle necessità personali rappresentano entrambi un eccellente modo di produrre e gestire testo sui nostri dispositivi (con il vantaggio di essere tutti e due cross Apple platform).

Stay Tuned,
Mr.Frost

  • Muccapony

    Il punto è: vale ottenere un po’ di più (e un po’ di meno) di Byword e spendere 3 volte tanto per il set completo?

  • A mio avviso, merita la prova. Il che, peraltro, ripropone uno dei maggiori problemi degli App Store, ovvero la mancanza di demo. In realtà, le funzioni in più rispetto a ByWord sono importanti, e potrebbero essere decisive (una su tutte la gestione della libreria). La pubblicazione diretta su WordPress potrebbe essere ottenuta – un po’ meno comodamente – tramite esportazione in html. Insomma, vale i soldi che costa, nessun dubbio. Come ho detto, se non si ha già un workflow consolidato, la soluzione migliore è spendere un po’ di più e provarli in parallelo, poi la scelta verrà da sè.

    P.S. Dal punto di vista delle alternative, tieni presente che ho volutamente tralasciato iAWriter, che è un grandissimo software (l’ho usato a lungo via TestFlight) ma in Italiano perde quasi del tutto la sua funzionalità più “importante”, ovvero l’analisi sintattica.

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