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Ti senti solo? Disdici Sky

Dal primo giugno non sono più cliente SKY. È stata una decisione ponderata, pianificata per mesi, poco o nulla “sofferta”.

L’offerta in termini qualitativi e quantitativi di SKY, soprattutto per ciò che riguarda le serie TV, è assolutamente all’altezza del panorama attuale italiano1.

Quello che mi ha (sempre) infastidito, al punto da convincermi a fare il passo dopo anni di abbonamento, è stata la combinazione letale tra il pochissimo tempo a disposizione per fruire della televisione in maniera “classica” (i.e. davanti al televisore) e la pessima gestione dell’online da parte di SKY.
Limitazioni assurde, pagamenti aggiuntivi richiesti per funzioni che dovrebbero nel 2017 essere standard (HD, visione su terminali multipli), gestione del contenuto disponibile all’utente che fa supporre che SKY abbia a disposizione dei datacenter con dischi da 20GB l’uno (e risposte del Servizio Clienti che, pur gentilissime, considerano ogni politica aziendale come la norma).

La richiesta di disdetta, prevedibilmente, va inviata tramite raccomandata ad una casella di posta; si tratta solo di compilare un modulo striminzito con dati semplicissimi (sostanzialmente anagrafica del cliente e numero dell’abbonamento), ma rimane bizzarro come – prassi comune a tanti fornitori dei servizi più vari – la stipula di un contratto possa essere fatta anche in sogno, ma per la disdetta si piombi nel secolo scorso .

Temevo di essere tempestato di richieste ed offerte per annullare la disdetta, come peraltro mi era stato riferito accadere spesso da più persone. Piacevolmente sorpreso constatavo invece come l’unica chiamata ricevuta fosse stata riassumibile con un sobrio:”Conferma che vuole disdire l’abbonamento? Potremmo sapere per cortesia il perché?”.

Ingenuo.

A partire da pochi giorni dopo la fatidica telefonata, è cominciato un vero e proprio martellamento.

Alla fine ho contato:
almeno sei chiamate da operatori diversi, tutti proponenti la medesima offerta (declinata quindi per sei volte);

sette sms che in vario modo riproponevano….la medesima offerta commerciale contenuta nelle telefonate di cui sopra;

una sola – meravigliosa – lettera palesemente precompilata in cui mi si richiedeva di chiamare un numero verde per “importanti comunicazioni riguardanti il mio abbonamento”2 .

Allora ho cominciato a riflettere.
In un’epoca in cui le fonti d’intrattenimento – anche più di quelle d’informazione – sono decisamente sovrabbondanti rispetto al tempo di cui disponiamo per usufruirne, ciò che davvero conta è la facilità d’accesso.
Ma la facilità d’accesso è anche facilità di disconnessione .3

L’ultima cosa che un cliente – spesso insoddisfatto, o non ti lascerebbe – vuole sentirsi dire ripetutamente è quanto sia figo il tuo servizio e quanto sarebbe bello che rimanesse con te.

In questi casi la concisione è una dote impagabile: se la prima chiamata ricevuta fosse stata l’unica (una delle due, siamo buoni, concedendone un’altra puramente commerciale), avrei almeno conservato un buon ricordo del servizio clienti.
Così non è stato.4

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Ovviamente la farsa ha toccato una nuova vetta con l’invio – automatico – di una lettera cartacea che mi ricordava (“Gentile Cliente”) di restituire il materiale in comodato d’uso, per non incorrere nell’applicazione delle penali contrattualmente previste. Lettera inviata cinque giorni dopo la prima data utile per la restituzione (e venticinque prima del termine ultimo) e per di più nel medesimo giorno in cui ho effettuato la restituzione. L’universo ha un gran senso dell’umorismo.


  1. Mi rendo conto che questo possa risultare assai poco lusinghiero, ma credetemi: rispetto anche a solo un paio di anni fa, stiamo andando alla grande. 
  2. Ovviamente, nel mezzo di una procedura di disdetta sostanzialmente silent – lo scambio è stato grossomodo: “vorrei disdire – davvero? – sì – ok, dal primo giugno non sarai più nostro cliente” – ho telefonato quanto prima, certo che fossero necessarie precisazioni o dati ulteriori da parte mia. Una bambolina brutta a chi indovina la natura delle importantissime comunicazioni. Ecco. Bravi. 
  3. In molti casi, questo “anche” sta diventando un “soprattutto”: durate minime contrattuali assurde o “clausole rescissorie” medievali mi hanno spesso trattenuto dal provare servizi che pure mi parevano interessanti. 
  4. La mia esperienza come cliente SKY non finisce qui, un po’ per masochismo e un po’ per razionalità, ma di questo parleremo prossimamente.