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The posts that weren’t – Spremuti fino all’ultimo bit

The key rule in evaluating the flood of new hardware and software that’s constantly being hawked at you is this: If you’re happy with what you already use, if it works well for you, don’t upgrade.

Yes, the tech industry employs a massive marketing machine to get you on the upgrade treadmill and keep you there, but you don’t have to do so. Resistance isn’t futile.

Walt Mossberg – Re/Code

Il mio Mac è un MacBookPro del 2008 (prima un iMac G5), l’iPhone è un 5 (prima un 3GS), l’iPad un Air (prima un iPad 1G).

Posso definirmi sufficientemente esperto nell’arte di valutare le mie esigenze ed adattare i cambi di hardware al mutare di esse.
È interessante come anche i non habitué del minimalismo stiano sposando questa sorta di autoregolamentazione tecnologica.
Insomma, la teoria del minimum fit me l’aspetto da un Patrick Rhone…

Il vantaggio di questo endorsement VIP potrebbe risiedere nello zittire finalmente i soloni che basano la propria ragion d’essere sulla falsa equivalenza rilascio annualeupgrade annuale automatico (e via con le sciocchezze tipo obsolescenza programmata e simili).

Spiegherebbe, inoltre, perché Apple non si preoccupi minimamente della flessione anno su anno dei dati di vendita di iPad.
IL tablet è ormai assimilabile ad un computer a tutti gli effetti (esistono macchine uniche di casa decisamente meno performanti di questa sottiletta di vetro e alluminio che tengo in mano), Apple lo sa e sa anche che questo porta ad un ciclo di upgrade molto più lento.
Gli unici a non accorgersene sembrano essere gli analisti.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. L’iPhone nel frattempo è diventato un 6, ma solo perchè ho approfittato di un cambio operatore…