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The Man In The High Castle – La bellezza arriva a chi sa aspettare

Una serie tecnicamente notevole.
Tratta da un libro famoso (giustamente) di un autore che adoro.

Una serie in apparenza fredda, i cui drammi e le cui trame appaiono come calcolati e “tattici” per quasi tutta la prima stagione, fino ad arrivare a condurre all’esasperazione alcuni1.

Poi però arrivano le ultime due puntate della stagione.
Una sequenza di eventi che trasformano la partita a scacchi che è la serie fino a quel momento in un terrificante piano inclinato, sul quale nessuno riesce a reggersi in piedi.

A questo potremmo aggiungere una – probabile – riflessione su quanto l’arte possa influenzare la vita e le scelte di ognuno, anche quando si tratta palesemente (ma lo è davvero?) di finzione.
Attribuire più valore ad un’opera che rappresenta ciò che avrebbe potuto essere che alla propria vita, solo perché è una scelta che concede la speranza assente dalla realtà.

Fatevi un favore ed investite questa decina di ore.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. John Gruber si chiedeva poco tempo fa su Twitter- con un certo smarrimento – se fosse lui l’unico a trovarla “semplicemente noiosa”.