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Tanto tempo, poco tempo

Estate, ferie (non molte ma ci sono state), una lunga coda di roba interessante (si presume) in Reading List.

La combinazione ideale per togliere le ragnatele al blog, no?
Perché sì, va bene la pubblicazione irregolare come presupposto, ma senza esagerare, visto che scrivere mi piace sempre parecchio.

Eppure, niente.

È estate, c’è altro da fare, il tempo invita a tutto fuorché a restare in casa; ma siccome non voglio recuperare a Ottobre roba che è già “passata” adesso, ho deciso di optare per un riassuntone (in più parti) di cose interessanti viste/lette/sentite.

In ordine assolutamente sparso (e infatti non mettiamo nemmeno il numero prima del punto):

  • iMore cambia linea editoriale: niente più news, solo articoli di opinione e approfondimento. Posso dire che è un’eccellente notizia? L’ho detto. Gli articoli “ragionati”, con una redazione di quel livello, renderanno un sito già notevole ancora migliore.
  • Tutti aspettano i nuovi Mac, soprattutto i MBP, e tira un’aria di scontento per le prestazioni stagnanti: la cosa ovviamente non mi riguarda, potrei al 90% vivere di iOS, ma capisco chi ha bisogno di macchine “professionali” (odio quest’uso dell’aggettivo, ma almeno ci capiamo al volo sul significato) ed è passato dal sentirsi “coccolato” da Apple al ritrovarsi un utente di serie B – vero o presunto. Mi preoccupa un po’ l’entità di queste aspettative: se qualcuno riesce a criticare l’iPhone (il prodotto forse di maggior successo di sempre, che ha appena venduto il miliardesimo esemplare) ad ogni iterazione, chissà cosa succederà in caso di migliorie sostanziali ma non eclatanti.
  • Continua la polemica sulla morte di iPad, sulla possibilità di usare iPad come unico computer, “arricchita” adesso di un punto di vista che era stato usato ancora poco: chi sostiene di usare iOS come sistema operativo unico/principale sta in realtà dicendo che ha adattato il proprio modo di lavorare alle carenze di iOS, sopperendovi. Io non so se iOS possa essere l’unico sistema operativo per qualcuno ed eventualmente quale sia il profilo di questo utente: vedo, però, per quanta gente Internet (e il “computer”) inizi e finisca non tanto con lo smartphone, quanto addirittura con Facebook e WhatsApp e Instagram e simili. E allora qualche dubbio – più di qualche – rispetto alla bolla dei commentatori tech che credono di essere il paradigma universale mi viene.
  • ApplePay arriva in Svizzera. E in Francia. In UK c’è già da tempo. Ho provato ad utilizzarlo – per il tempo consentito prima che venisse bloccata la “falla” su cui si basava il workaround – grazie a Boon. È uno dei metodi di pagamento più “soddisfacenti” da usare in cui mi sia imbattuto, e ciò non fa che aumentare la mia perplessità sull’assoluta mancanza di prospettive di adozione ufficiale da noi. Prevengo l’obiezione secondo cui “le carte contactless già ci sono” dicendo che sono poche, non emesse da tutte le banche, e soprattutto non hanno un sensore biometrico per l’autenticazione in fase di uso. Un po’ come dire che posso andare a fare lo spesone mensile in bici invece che in macchina, ché tanto le ruote le ha lo stesso.
  • Ulysses (iOS e Mac) ha aggiunto (tra le altre cose) la possibilità di pubblicare direttamente su WordPress (self-hosted o no), in aggiunta a quella presente sin da subito che supportava soltanto Medium. Esattamente ciò che mi mancava per provare ad utilizzarlo come software principale per il blog. Una bambolina brutta a chi indovina con cosa sto scrivendo queste righe.
  • Parlando di cambi di workflow (e qui purtroppo ci sta l’ennesima promessa da marinaio di studiarmi un modo per sfruttare come merita l’app omonima), ho creato – anche se avrà una vita breve – una cartella con le app che sono state (o stanno per essere) spodestate dal loro ruolo di default: al momento contiene Spotify (ma è lì da un bel po’, anzi a volerla dire tutta c’è solo per un residuo di utenza premium) e Sleep Cycle (che patisce la disponibilità di un’applicazione per AppleWatch del nuovo arrivato Pillow). La cosa mi ha fatto pensare a due aspetti dell’esperienza d’uso di iOS: non si può mai sapere quando arriverà la prossima grande app a sconvolgere paradigmi d’uso e abitudini consolidate, e lo sviluppo di applicazioni “di livello” è vivo e vegeto. Alla faccia dei catastrofisti per partito preso.
  • Aumenta pericolosamente la quota di domotica in casa, con l’aggiunta di alcune lampadine Philips Hue. Acquistate approfittando del Prime Day di Amazon, si stanno rivelando una piacevole scoperta, che necessita di pochissimo studio per essere utilizzata, ma di molta pianificazione per essere sfruttata a pieno. Non credo siano ancora pronte per essere utilizzate come sistema d’illuminazione primario (specialmente in ambienti grandi, i lumen scarseggiano un po’), a meno che non si preveda un sistema d’illuminazione a (molti) punti. Tuttavia, come luce “ambientale” e dove non necessita un’estrema luminosità, il risultato è davvero piacevole.
  • Sempre in tema di acquisti, da un mesetto abbondante convivo con un AppleWatch. Impressioni positive, in generale, ottime su alcune cose, meno su altre. Niente che non sia già stato detto, ma se dovesse uscire qualcosa d’interessante potrei tornarci su.

Per ora direi che può bastare, in attesa della prossima “lenzuolata”.
O di qualche post come si deve, magari.

Stay Tuned,
Mr.Frost

  • Anche io quando un anno fa ho avuto l’AW in regalo mi ero ripromesso di scriverne … poi non è mai sorta l’occasione!

  • In effetti, ne è stato scritto talmente tanto che resta, al momento poco di originale da dire. Quello che però trovo sempre affascinante (era stato anche questo sottolineato, da più parti, ma almeno personalmente senza rendere appieno l’idea) è come l’hardware tenda a sparire. Sai che c’è, magari lo usi tantissime volte, ma come nient’altro “si fa da parte” appena ti dedichi ad altro.
    E questo per me è impagabile.

    P.S. Bentornato 😉

    • non me ne sono mai andato !
      😉