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Sono stati i zinghiri

Ennesima polemica avente per causa scatenante – indovinate un po’? – Grand Theft Auto.
Di tutta la faccenda e del fastidioso articolo di Repubblica a corredo fa un’analisi esaustiva Matteo Bordone su Wired.

E tuttavia il meglio sta in coda:

[…]senza coltivare sotto sotto quel pensiero recondito per cui se anche non ci fossero, ’sti videogiochi, non ci perderemmo gran che.

Questa, secondo me, è la frase più interessante dell’articolo, che per il resto è una logica, ben argomentata, condivisibile e necessaria difesa dei videogiochi come forma d’arte prima ancora che d’espressione – e tuttavia prevedibile.

Ma come problema collaterale, il generalizzato disprezzo per i videogiochi (che sembra abbiano sempre e comunque qualcosa da dimostrare per giustificare la loro esistenza – agli occhi soprattutto di chi non li conosce) e quell’aria di sufficienza che accompagna questo genere di polemiche mi pare uno dei freni più grandi.

Quell’atteggiamento porta a considerare che in fin dei conti, sì, tolleriamo l’esistenza di questi cosi, ma relegandoli ad uno status – se non di inutilità palese – di superfluità fastidiosa.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Inutile che vi dica da dove viene il titolo, no?