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Quote Of The Day

There was no infrared port, the most common way to exchange contact details IRL at the time. The AIM-style SMS chat interface made no sense in a country where everyone already used push mobile email. The Safari browser was literally too good — it couldn’t load Japanese C-HTML mobile websites or services like NTT Docomo’s i-mode portal, which essentially amounted to a fork of the entire web. The camera couldn’t focus on QR codes, which were frequently used to launch said websites. There was no Felica NFC for mobile payments. There was no TV tuner. Hell, there wasn’t a loop to attach a little Rilakkuma charm to.

And perhaps most critically, there weren’t even emoji.

How the iPhone won over Japan and gave the world emoji – The Verge

Ricordo, tra le tante cose del mio viaggio in Giappone, quanto mi fosse sembrato strano il loro rapporto con il mobile, in termini di funzioni richieste (ed utilizzate e date per scontate) e “mancanze” (tali probabilmente, solo ai miei occhi occidentali). Il sito i-Mode cui fa riferimento l’articolo, per esempio, mi appariva come una specie di “WAP sotto steroidi”.
Per contro, i servizi risultavano a tratti incredibilmente avanzati (e le abitudini sembravano confermarlo, come il guardare la TV su cellulare e poter usufruire di una connettività totale anche in metropolitana).
Va a maggior merito di Apple essere riuscita a penetrare un mercato così differente (pur se con il “cavallo di Troia” delle faccine).

Stay Tuned,
Mr.Frost