Skip to content

Perché smetteró (proveró a smettere) di usare Instapaper

Procrastination.
In inglese, ché fa piú figo.

Il male del millennio per alcuni, una normale abitudine umana per altri.

Sarebbe a dire che uno vorrebbe fare le cose, ma poi succede che invece.
Poco tempo, poca voglia (mai ammessa), o magari la piu nobile (davvero?) intenzione di dedicare ad un particolare articolo/argomento/autore il tempo che merita, soprattutto in termini qualitativi.
E allora vengono in soccorso i servizi che potremmo definire di lettura differita, il cui peso massimo è Instapaper (ok, Pocket nella sua precedente incarnazione come Read It Later è stato fondato un anno prima, ma ritengo sia una differenza puramente cronologica).

Solo che.

Solo che poi la coda di lettura si allunga a dismisura. E siccome in prima istanza uno utilizza questo tipo di servizi perchè ha poco tempo, si entra in una spirale di delirio e procrastination. Per l’appunto.

Ho deciso allora di provare ad interromperla, almeno in parte, diminuendo l’uso dei suddetti servizi.
In aggiunta, ma per tutt’altro motivo, ho deciso di passare da Instapaper a Reading List (“Elenco lettura” in italiano).

La ragione è una sola, soggettiva e semplice allo stesso tempo, difficile da spiegare (forse) e complicata talora: i siti web attuali sono molto diversi da quelli di 6/7 anni fa.
Non abbiamo più bisogno di un’opera di declutter, non dobbiamo più filtrare tonnellate di spam, banner sbrilluccicanti, filmati in flash ad ogni passo.

Non ovunque, almeno. 😉

Al contrario, oggi disponiamo di una quantita di fonti, che per comodità di catalogazione chiameremo blog (definizione alquanto lasca, ne sono cosciente), che presentano tra i propri punti di forza la veste grafica.
Ogni font, ogni colore, il logo, l’impaginazione, tutto viene studiato per dare una personalità al proprio pezzo di Internet.

I readers, anche quelli eccellenti come Instapaper o Pocket (e credetemi, sono davvero eccellenti) annullano la grafica del sito, in nome di una leggibilità pressoché assoluta.
E se in alcuni casi, come detto, questo costituisce una vera e propria ancora di salvezza in un mare di potenziali attacchi di epilessia fotosensibile (COMPLIMENTI!!!!!SEI IL MILIARDANESISSIMO VISITATORE, HAI VINTO LE LUNE DI GIOVE!!!!), in molti altri ormai mi sembra di voler inutilmente vanificare sforzi concettuali di chi si è impegnato a rendere un po’ più “suo” il proprio sito/weblog (così, in maniera desueta… 😉 ).

Stay Tuned,
Mr.Frost