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Perché i wearable devices no?

But why do we need “smart” watches or face-mounted computers like Google Glass? They have radically different hardware and software needs than smartphones, yet they don’t offer much more utility. They’re also always with you, but not significantly more than smartphones. They come with major costs in fashion and creepiness. They’re yet more devices that need to be bought, learned, maintained, and charged every night. Most fatally, nearly everything they do that has mass appeal and real-world utility can be done by a smartphone well enough or better. And if we’ve learned anything in the consumer-tech business, it’s that “good enough” usually wins.

The combination of a computer, internet connectivity, and a smartphone (and maybe a tablet) is awesome. It satisfies nearly every modern demand for personal computing hardware and still has massive untapped potential for software and services.

Marco Arment

Spesso mi trovo d’accordo con Arment, e trovo che molta parte della sua analisi sia corretta; pecca però, secondo me, di prospettiva nel momento in cui non vede, nei wearable devices, altro che ripetitori di funzioni già svolte dagli smartphone e/o dai tablet.
Può essere, e non fatico ad ammetterlo, che al momento la situazione sia questa: ma pensare che i dispositivi in questione restino cristallizzati nelle attuali condizioni di utilizzo mi pare, per l’appunto, un po’ miope.
In fin dei conti, l’iPad è oggi una macchina profondamente diversa dagli esordi: più potente, più veloce, dotato di software inimmaginabile fino a qualche mese fa.
Perché i wd non dovrebbero seguire lo stesso sviluppo esponenziale, la stessa esplosiva curva di miglioramento delle capacità?

Ci siamo fatti (più o meno tutti) cogliere di sorpresa dal fenomeno iPad (mi rifiuto di definire un presunto fenomeno tablet, visto che gli altri sono nella migliore delle ipotesi andati a traino di Apple), cerchiamo di non ripetere l’errore.
Certo, le prime incarnazioni dei wd sono (saranno) goffe, limitate, grezze: ma precludergli la possibilità di stupirci mi pare ingeneroso.

Stay Tuned,
Mr.Frost