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Perché ad Apple potrebbe non interessare vendere un televisore Apple

Interessante articolo sui modi in cui potrebbe concretizzarsi una delle bestie informatiche mitologiche più chiacchierate degli ultimi anni: la già famosa ancorché inesistente televisione Apple.

Una riflessione collaterale: uno degli argomenti spesso utilizzati da chi non crede alla futura reralizzazione dell’iTV (chiamiamola così, anche se è veramente urendo), è quello del basso ciclo di aggiornamento del prodotto (in media credo si attesti sui cinque/sei anni, paragonabile a quello delle console) e della concomitante necessità di venderlo ad un prezzo alto (anche molto alto, se davvero dovesse trattarsi di una UltraHD, anche se va considerata l’impressionante discesa dei prezzi nel giro di mesi) per mantenere i margini di profitto.

E se invece Apple decidesse di cambiare la fonte dei suoi profitti, in questo caso? Sappiamo essere sempre stata una hardware company. iLife, iWork, lo stesso OSX sono forniti di serie con ogni Mac, perché ciò che interessa (interessava?) ad Apple è vendere la ferraglia.
Stesso discorso per iPhone e iPad.
O meglio, quasi lo stesso.
Perché se tre indizi fanno una prova, allora iTunes Match/iRadio (senza ads), iCloud (oltre gli oggettivamente pochi, in confronto alla concorrenza, 5GB) e iWork non incluso negli iDevices, fanno pensare ad un leggero shift nella strategia di Cupertino.
Non un cambio drastico, chiaro, ma un “riallineamento” verso una fornitura di hardware e servizi; il che, tra l’altro, sarebbe compatibile con l’importanza data ai malfunzionamenti degli stessi (Messaggi che ha un sync ed una gestione della cronologia oscena, iCloud che all’inizio non vantava proprio un’affidabilità da record, e così via).

Insomma, se già di fatto AppleTV è un mini computer, in grado di gestire (in potenza, ma neppure poi tanto) le Apps di iOS, perché non presumere che l’iTV (bleah) sia a tutti gli effetti un computer camuffato (o embedded), e che la fonte di profitto possa in quel caso essere la pletora di servizi cui potrebbe dare accesso? Streaming on demand, SD o HD, noleggio o vendita film da iTunes, opzioni per la registrazione o lo skip della pubblicità in tempo reale, applicazioni che supportino servizi informativi o di produttività personale (una sorta di tassello aggiuntivo all’ecosistema, con per esempio sync via iCloud di calendari, promemoria e così via). Il tutto a pagamento, secondo il modello già sperimentato con il Mac e gli iDevices, che prevede prezzi abbordabilissimi (iTunes Match costa 2€/mese, meno della metà di XBOX Live), ma che moltiplicati per una base d’installato potenzialmente enorme (in confronto ai prodotti finora disponibili, ma anche in assoluto: quanti hanno due o tre computer a casa, e quanti due o tre televisori?) potrebbero generare introiti enormi.

Insomma, forse l’iTV non vedrà mai la luce, forse sarà qualcosa che non riusciamo a prevedere (in fondo, anche con iPhone e iPad è andata così), forse sarà semplicemente l’AppleTV ad uscire dalla condizione di hobby (un hobby molto interessante, tuttavia, a giudicare da questi dati): ma c’è anche la possibilità che noi si stia semplicemente guardando intensamente il dito, invece che la luna che esso indica.

Stay Tuned,
Mr.Frost