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Non solo il quando, ma soprattutto il come

Based on what I’ve read and tested so far, it seems like Apple has been extremely thoughtful about the implementation and is advising developers to think deeply about enhancing their apps with multitasking.

Federico Viticci – Initial Thoughts on iOS 9’s iPad Multitasking: A Deep Transformation

Ho sentito da più fonti muovere ad Apple l’obiezione che tante (troppe? tutte?) novità annunciate in iOS9 sarebbero null’altro che implementazioni di funzionalità di cui la concorrenza dispone da tempo.
Una serie di “toppe”, insomma, per rincorrere altri sistemi operativi mobile che sarebbero più avanti nella sviluppo di nuovi strumenti da offrire all’utente, segnale di un’azienda passata da leader a follower.

Sono in disaccordo per almeno un paio di ragioni:

  1. La gara al maggior numero di features, o alla loro implementazione prima di chiunque altro, non è mai stata nelle corde di Apple. Basti pensare, ma è solo un esempio “facile” perché clamoroso, ai mille volte citati “difetti” delle prime versioni di iOS: copia&incolla, multitasking, MMS e via dicendo. Succede, però, che non solo Apple ha aggiunto quando le ha ritenute “pronte” queste ed altre features, ma anche che i concorrenti teoricamente più avanti si sono alla fine decisi ad implementare le funzioni stesse nella forma concepita da Apple (qualcuno ha osservato attentamente il menù contestuale per operare sul testo nella nuova release di Android? Familiare, n’est pas?).
  2. Apple ha (quasi) sempre preferito aspettare che la forma ed il funzionamento dei propri OS soddisfacessero altissimi requisiti di qualità, coerenza progettuale ed usabilità. Nelle – per fortuna -poche volte in cui questo non è successo, i risultati si sono dimostrati ampiamente insoddisfacenti – soprattutto se rapportati all’altissimo livello che ci si attende da Cupertino [1]. Ben venga, dunque, un anno in cui anche le nuove funzioni appaiono come già rifinite, inserite in un contesto di messa a punto generale. Insomma, benvenuto Snow iOS8 (o Mountain iOS8).

Ad ulteriore riprova di ciò, a mio avviso, l’annuncio che la nuova versione di iOS sarà disponibile addirittura per processori A5, ma eliminando in partenza il codice necessario per le funzioni non utilizzabili su hardware datato. Il che, a proposito di tuning, risolve in sol colpo le due principali cause dell’adozione ad un rateo relativamente lento di iOS8: la quantità di spazio libero necessaria – in un mondo in cui per tanti la scelta se prendere un dispositivo con più di 16GB non è mai neppure stata un’opzione – e l’ansia da prestazioni di un nuovo iOS – naturalmente più pesante – su hardware datato [2].

Sulle ultime (appieno solo sull’ultimA) generazioni hardware, invece, iOS9 promette faville, rivoluzionando il nostro modo di concepire l’iPad e sperabilmente rimuovendo per molti scettici il blocco mentale che impedisce di concepirlo appieno come un computer.

Per dirlo ancora con le parole di Federico, dopo il suo test del multitasking:

It all felt natural, and it was glorious.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. …e, aggiungerei, solo da Cupertino. È ormai sotto gli occhi di tutti come il metro di giudizio adottato nei confronti di Apple sia palesemente sbilanciato verso un’intolleranza assoluta a qualsivoglia problema e/o difetto; una situazione lusighiera da un lato, terribilmente difficile da gestire dall’altro – specialmente con i numeri di Apple – e magistralmente evidenziata da TheMacalope  ↩
  2. Sia chiaro, non installerò iOS9 su iPad2, come non ho installato iOS8. Non perché non creda che sia possibile un supporto decente da parte dell’hardware al nuovo software, bensì semplicemente perché, per l’uso che ne faccio, non mi servirebbe a niente su quella specifica macchina.  ↩