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Mi spiace, non ho spicci

I’ve spent the past few weeks using Apple Pay, the mobile payments app on the iPhone 6 and 6 Plus, as much as possible. I sought out every opportunity to press my thumb to the smartphone’s screen to make a payment at a store.

Cashless Society? It’s Already Coming – NYTimes.com

Uso i pagamenti elettronici ogni volta che posso, e da tempo ho ridotto il mio “portafogli” a questo (e se potessi ci inserirei anche una -per ora inesistente – carta d’identità elettronica).

Non sono un modernista a tutti i costi, non idolatro qualunque tecnologia purché sia: i due lettori di questo blog lo sanno bene.

Sono, però, un convinto sostenitore del semplificarsi la vita ogni qualvolta sia possibile: affidarsi, almeno in modo decisamente preponderante, ai pagamenti elettronici porta ad una minore complessità, pochissimi rischi (anche legati ai furti, poiché una carta attuale è bloccabile in pochissimi minuti e da remoto, rendendola così nulla in termini di appetibilità per un ladro), minore ingombro e maggiore flessibilità.

Certo, come già detto da queste parti, siamo ben lontani dall’aver creato il contesto culturale necessario affinché questo diventi la norma…ma non è solo un problema nostro, e comunque resta ben identificabile una soglia oltre la quale la semplificazione si trasforma in esasperazione e volontà di usare un mezzo al di fuori ed oltre il proprio contesto naturale (il caffè pagato con la carta di credito “vecchia maniera” – strisciata e PIN – francamente suona un po’ ridicolo, nella maggior parte dei casi. Certo che proprio questo sarebbe l’ambito ideale per l’uso intensivo dei micro pagamenti à la Apple Pay).

Credo che la strada sia ormai tracciata, e che inevitabilmente si arriverà (in tempi nemmeno troppo lunghi, ché questi processi tendono ad accelerare) alla quasi totale smaterializzazione dei pagamenti.

Certamente la situazione è meno evoluta di quanto sarebbe auspicabile ed allo stesso tempo in uno stadio più avanzato di quanto si creda.

Stay Tuned,
Mr.Frost