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Macstories – iOS 9 Wishlist

As I wrote last September, the changes introduced with iOS 8 laid the foundation for a more flexible, customizable, and ultimately more powerful mobile OS that would pave the road for the next several years of iOS updates.

There’s always going to be new low-hanging fruit in iOS. And 2015 is no exception.

Federico Viticci

Ottimi spunti come al solito da Federico. Vorrei aggiungere un paio di considerazioni a latere.

Estensioni

Pur condividendo il rammarico per l’adozione più scarsa di quanto sarebbe auspicabile – moltissimi utenti iOS non hanno praticamente mai aperto il menù sharing, a mio parere, figuriamoci aver configurato le estensioni – penso che la “scarsa immediatezza” nel raggiungere i settaggi delle stesse sia in parte voluta da Apple; non riesco a togliermi dalla mente che Cupertino voglia evitare a tutti i costi anche solo di avvicinarsi ad un livello di complessità pari a quello di Android, dove è possibile definire ogni singola volta con quale tra le apps installate aprire un determinato tipo di contenuto.
Dunque, una sorta di selezione naturale degli utenti – chi ha bisogno delle funzionalità evolute delle Apps cercherà il modo di attivarle e configurarle al meglio secondo le proprie esigenze – con la coscienza semi-tranquilla dovuta al fatto che ogni singola App che abbia un’estensione non mancherà di spiattellarlo al primo avvio.
Quanto al renderne più ubiquo l’accesso, stesso discorso, ma mi trova decisamente più d’accordo, soprattutto considerando la relativa granularità consentita nel decidere da dove disporre di Control Center e Notification Center, per esempio (Lock Screen sì/no, Home Screen sì/no, altre Applicazioni idem).
Sulle tastiere niente da dire, sono talmente mal gestite al momento che le ho disattivate tutte.

Personalizzazione

Interessante il punto riguardo all’enorme mole di decisioni che Apple dovrebbe prendere riguardo alla quantità di permessi da concedere ad eventuali Apps terze scelte come default dall’utente al posto delle proprie, così come per ciò che concerne i requisiti minimi che tali Apps dovrebbero soddisfare (funzionalità almeno equivalenti soprattutto in termini di servizi supportati – esemplare il caso di un’applicazione Calendario che non supportasse iCloud) per essere considerate adatte.

Totalmente d’accordo sul discorso Control Center: specialmente su iPad, lo spazio a disposizione è davvero sprecato. Forse l’effetto prateria risalta meno sul Mini, ma le possibilità per una personalizzazione sono infinite, la zona è tra le più accessibili del sistema (forse la più accessibile di tutte) e l’opportunità di aprirla a terze parti evidente.

Files

Ragionamento ben diverso va fatto, a mio avviso, per ciò che riguarda la gestione dei files in iOS. È vero che il fatto che il sistema operativo che muove Apple di questi tempi non abbia un gestore di files può apparire un controsenso, soprattutto dopo l’apertura operata da Cupertino l’anno scorso.

Ma la verità è che, a mio avviso, l’atteggiamento prevalente in Apple sia ancora quello di tollerare i files su iOS.
Come se fosse stato un caso (più unico che raro) di feature estorta a furor di popolo [1], la gestione documentale su iPhone e iPad resterà a mio avviso nel limbo dell’affidamento a terze parti ancora per un po’.

Siri

Assolutamente, totalmente d’accordo. Siri al momento è azzoppata dai suoi stessi creatori; per quanto riguarda l’apertura ad App di terze parti, intravedo una possibile ratio del problema nell’aumento esponenziale delle richieste (con conseguente aumento vertiginoso delle capacità di calcolo richieste per soddisfarle – ricordiamo che l’elaborazione avviene in remoto).
La richiesta di una versione testuale di Siri la trovo invece sensatissima, e decisamente sarebbe una svolta auspicabile per almeno un paio di motivi: la comunicazione testuale ha potenzialità ancora inespresse (o appena esplorate), e viviamo ancora nell’epoca del grande imbarazzo (quella in cui a parlare da solo con un computer sembri scemo – il tutto senza neppure cominciare a considerare la miriade di casi in cui la richiesta vocale ed ancor più il feedback vocale di Siri sono inutilizzabili perché altamente inappropriati).

Safari

Il download manager si lega strettamente al discorso della gestione files, e ad una sorta di iperprotettività nei confronti degli utenti. Ci vedo tracce della stessa filosofia che ha portato al semi-occultamento della Libreria su OSX.

Notifications

L’apertura delle notifiche ad una maggiore interazione con le App di terze parti ? Magari. In quanto utilizzatore di applicazioni di default in molti degli ambiti chiave (Safari e Mail su tutti) non subisco questa limitazione molto spesso; tuttavia, quando accade può essere estremamente seccante. Telegram, Fantastical, Overcast e simili sono applicazioni grandiose, che meritano di godere di pari accesso al sistema rispetto alle soluzioni casalinghe. Ma in generale, una maggiore varietà di azioni accessibili tramite quelle che comunemente vengono chiamate quick replies sarebbe più che benvenuta (facciamo sempre la tara di questo, come di altri, desiderata alla luce delle complicazioni nell’esperienza utente che comporterebbero).

La cancellazione di tutte le notifiche assieme mi trova sulle medesime posizioni delle tastiere aggiuntive: al momento è una pena tale che nemmeno mi preoccupo di farla, semplicemente limitandomi ad ignorare quella parte del Notification Center.

Messaggi

Sottoscrivo tutto. In blocco. Nient’altro da dire.
Anzi, una cosa ancora sì, in aggiunta: consentire l’uso di più lingue nelle stessa tastiera. Davvero. Anche a costo di sacrificare, in tutto o in parte, il correttore automatico.

Un’ultima considerazione, generale come la chiusura del pezzo di Federico: se per lui un Anno Snow Leopard non è auspicabile, per me, che pure non ho sperimentato nemmeno una minima parte dei pubblicizzati difetti di iOS (sono fortunato, lo so…), un cambio di passo sarebbe almeno in parte auspicabile.
Non però nel modo in cui tutti se l’aspettano, ovvero con il suddetto anno sabbatico: piuttosto, con il ciclo annuale dedicato alla stabilizzazione e miglioramento di iOS (e/o di X, per quanto possibile) e le nuove features introdotte gradualmente, magari con cadenza trimestrale e non tutte insieme. So che questo contrasta apertamente con la teoria stessa di major release, ma ritengo otterrebbe due effetti altamente desiderabili: mantenere efficiente il S.O. e creare una percezione di freschezza costante del sistema, con un continuo (ma controllato) rilascio di nuove funzioni.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. Quanto sarebbe lungo il discorso sulle features richieste, e ancora più lungo quello sull’effettiva consistenza del gruppo di utenti che le richiedono; storia vecchia, ma sempre utile ricordarlo: spesso pochi ed influenti power users hanno maggiori possibilità di smuovere le acque di quanto non capiti con un gran numero di utenti medi. Infatti abbiamo le estensioni, ma ancora non si può inviare un file via bluetooth a chiunque agevolmente…  ↩