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La differenza esiste, è gigantesca, ed è l’unica cosa che conta davvero.

Matt Gemmell sulla differenza (sostanziale, decisiva, eppure così difficile da definire ed ancor più difficile da apprezzare) tra scelte di design e compromessi voluti e l’opposta, sinistra tendenza ad offrire apparenti maggiori possibilità di scelta, mentre invece semplicemente ci si lava le mani dei problemi, demandandone quindi la soluzione all’utente finale.

Penso che un limite a questa filosofia del mazzo di carte (AKA: “scegli un’opzione, quella che preferisci, ma non pretendere che ti indichi la migliore perché non ho idea di quale sia”) verrà posto – in maniera ancor più decisa di quanto non emerga già ora – nel momento in cui devices intrinsecamente limitati come tablet e smartphones (anche se andrebbe fatto un discorso a parte sulle “limitazioni” di macchine tascabili dalla spaventosa flessibilità e potenza, che superano in ogni aspetto o quasi ciò che fino a qualche anno fa era considerato un sogno fantascientifico – bisogna che ci mediti un po’ su…) soppianteranno definitivamente nell’uso comune i PC.

Non posso svolgere seriamente e serenamente il mio lavoro, quale esso sia, se dipende da un oggetto cui il progettista non ha saputo e/o voluto dare un’identità (potremmo dire un’anima, ma poi di solito si finisce male, o molto male…).

Stay Tuned,
Mr.Frost