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iPad is Evil

Lo sapevate? Apple è il male, e l’iPad è la testa di ponte della censura e del controllo globale.
Parola di Disinformatico.

Ieri Apple ha presentato i nuovi Watch e iPhone, un Apple TV potenziato, e un iPad gigante con tastiera e stilo. Saranno disponibili tra poco, costeranno un botto, e saranno come al solito i migliori di sempre. Come tutte le altre volte, ma stavolta con più sonniferi: è stato il Keynote più noioso della storia delle presentazioni Apple. Di novità reali, rivoluzionarie, manco l’ombra.

Comincia lo show. Innanzitutto, dopo ben 6 parole, la prima inesattezza: nessun nuovo Watch, solo una riproposizione delle novità in arrivo con WatchOs 2, prossimo all’uscita. Sono stati presentati nuovi ambiti d’uso e nuovi cinturini, ma suppongo che il nostro dormisse già. Dopotutto, “è stato il Keynote più noioso della storia delle presentazioni di Apple”: se si sa già che sarà una ciofeca, perché concentrarsi su cosa stia realmente accadendo?

Ma proseguiamo.

Ecco, vi ho appena fatto risparmiare due ore della vostra vita e tutto il tempo che avreste passato a leggere le recensioni dei prodotti Apple che appestano in queste ore tutti i siti dell’universo conosciuto. Recensioni che sono la fase finale di un ciclo acchiappaclic che frutta un pacco di soldi pubblicitari ai siti e li trasforma in grancasse promozionali per Apple: qualche settimana prima del Keynote si pubblicano gli articoli di ipotesi su come saranno i nuovi prodotti; poi si pubblicano quelli sulle indiscrezioni su come saranno; poi si mette online la raffica di articoli su come sono realmente. E intanto il contatore dei clic corre.

Ed ovviamente, come si può negare che tutto ciò sia colpa di Apple? Peraltro, non si ricorda nella storia alcuna copertura mediatica così imponente che abbia riguardato prodotti della concorrenza, quindi “Vergogna, Apple!”.

Posso dirlo una volta per tutte? Sono un utente Apple da anni, uso Mac come laptop e computer fisso, e non me ne frega niente delle ipotesi, delle indiscrezioni e delle congetture su come potrebbero essere i prossimi prodotti Apple. Chiamatemi quando si sa come sono realmente e piantatela di fare le puttane di Apple.

Dopo aver appreso che il povero Attivissimo è crudelmente obbligato a leggere tutti i siti di rumors che riguardano Apple, notiamo ammirati il salto dello squalo che ci ha portati dal parlare del Keynote al mazzolare i siti suddetti. Sorvoliamo sullo stile, l’educazione evidentemente funziona a corrente alternata. [1].

Segue considerazione condivisa nella sostanza (la tastiera è praticamente identica a quella del Surface), ma anche qui espressa con un livello di supponenza fastidioso. A parte il solito giochino del prendersela con i fanboy (fenomeno del tutto assente sulle altre piattaforme, tra l’altro, vero?), la vignetta riportata sottolinea con un surplus di volgarità un concetto tranquillamente esprimibile in maniera più civile, ottenendo, almeno nel mio caso, una specie di rigetto per principio (e posso portare testimonianze del fatto che l’idea di fondo sia la stessa che ho espresso mentre la presentazione era in corso).

Più seriamente, temo che l’iPad Pro sia un nuovo passo in avanti nella strategia di Apple per eliminare definitivamente il computer, nel senso di personal computer, quello sul quale siamo liberi di far girare le applicazioni che vogliamo, e spingerci sempre di più verso dispositivi chiusi, sui quali possiamo eseguire soltanto le applicazioni che vuole Apple, il cui modello di business è sempre più quello della Gillette: non vendere dispositivi per la produttività personale, ma vendere dispositivi che inducano i clienti a comperare servizi. Naturalmente servizi venduti da Apple.

Qui l’assurdo si fa addirittura duplice.
Apple, che produce computer, starebbe pianificando la scomparsa dello stesso. Avete capito bene.
Apple, la cui linea di pc nel 2007 (anno di introduzione dell’iPhone) era formata da Mac Mini, iMac, Mac Pro, MacBook e MacBookPro.
Apple, la cui linea di pc nel 2015 – otto anni dopo l’inizio della “strategia per eliminare definitivamente il computer” – è formata da Mac Mini, iMac, Mac Pro, MacBook, MacBook Air e MacBook Pro.

Ecco, appunto.

Quanto ai servizi, conosco gente che non utilizza un singolo servizio di Apple sul proprio terminale di iOS, all’infuori forse di iCloud: GMail, Google Maps, Google Photos, Google Calendar… (forse che Google…? Ma no, no, non è mica Apple!).

E questa strategia va benissimo a molti degli altri attori coinvolti: pirateria del cinema? Non sarà più un problema, se su un iCoso girerà soltanto il media player con DRM (sistemi anticopia) e i video senza DRM verranno bloccati o degradati. C’è Adblock che blocca le pubblicità invadenti? Per contrastare questo crimine basterà non approvarlo nell’App Store.

Apple, sul suo iCoso (chi è il fanboy, o meglio il fanboy al contrario, ora?) consente la riproduzione di musica non protetta da DRM. La vende, ed è stata la principale responsabile della rimozione dei sistemi anticopia dai files musicali in vendita, utilizzando la leva del successo commerciale di iTunesStore; forse, tra una sessione obbligata di rumors e l’altra, Attivissimo potrebbe darsi una rilettura a questo.
La stessa Apple brutteccattiva distribuisce, al momento, tramite App Store, VLC, ovvero il player multimediale open source per eccellenza. Oltre a Plex e Infuse, chiaramente.
Capitolo AdBlock; oberato com’era negli ultimi tre mesi dalla lettura forzata dei rumors, il Nostro si è perso una piccola polemica riguardante una funzione di iOS9 (la prossima versione del sistema operativo degli “iCosi”): quella a proposito del blocco della pubblicità.
Buona lettura.

Circolazione di documenti scottanti? Non sarà più un rischio, se sull’iCoso gireranno soltanto le applicazioni di lettura documenti benedette da Apple (che magari chiameranno Cupertino per informare su chi ha letto cosa e quando e dove l’ha fatto).

La stessa Apple che si vanta di questo. La stessa Apple che si comporta così.

Eccetera, eccetera. Un problema, quello del “chiamare per informare su chi ha letto cosa e quando e dove l’ha fatto”, che ovviamente colpisce solo Apple.

Comunicazioni riservate che impensieriscono inquirenti o governi, come quello americano o britannico? Problema risolto, se sull’iCoso gireranno solo le app di messaggistica approvate e con chiave di decifrazione centralizzata. Considerate, tanto per fare un esempio, che già ora WhatsApp scambia i messaggi cifrandoli nella versione Android, mentre in quella iOS sono in chiaro.

WhatsApp su Android cifra i messaggi (non direttamente, ma avvalendosi dei protocolli di Textsecure, uno dei migliori sistemi di criptazione disponibile) dalla fine del 2014. Attendiamo con ansia che si decidano ad aggiornare anche la versione per iOS (probabilmente lo faranno appena Apple smetterà di segregarli in cantina, poiché è ovviamente quella la ragione del ritardo), consolandoci nel frattempo con qualche altra applicazione (Telegram?) o con il sistema di default di Apple, che – pur se “limitato” nell’uso ai soli possessori di iPhone (e di iPad, e di Mac, e iPod Touch), alla data del 4 Novembre del 2014 non se la cavava poi tanto male.

Segue delirio sociologico para orwelliano che qui tralasciamo, poiché faticoso persino da sezionare, per la cui lettura rimandiamo al post orginale.

Su una cosa, però, siamo d’accordo (due, considerando la tastiera dell’iPad Pro):

Un iPad, se non viene sottoposto a jailbreak, è una piattaforma che non s’infetta, si aggiorna automaticamente, salva i dati automaticamente nel cloud.

Anche se le ultime due sono opzioni, mi pare comunque un bel quadretto, no?

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. Questa è forse la cosa che mi ha disturbato di più. Non perché sia un puritano o un moralista, ma per la gratuità del termine volgare utilizzato.  ↩