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Ignorarne uno per educarne…due?

Sending read receipts completely removes the feeling of being offline. When you don’t send receipts, people can send you as many messages as they’d like but until (if ever) you respond they have no idea if you received the message at all and they can make the safe assumption you might be unavailable at the moment. I like this. I miss this. With read receipts enabled, you’re always online. People know the minute you glance at their message. Sometimes I’m in the middle of feeding my kids but I glance at the phone. Now for the next hour this person knows I’ve read but haven’t responded. Why do I need this stress?

I know, I know. You’re thinking, why not just ignore this and be okay with people knowing you’ve read a message even if you haven’t responded? And I’m trying over here, I really am.
But it’s not easy.

Maniacal Rage

È un problema, e non sto (del tutto) scherzando.

Però. (vi mancava il però, eh?)

Però mi ricorda l’isteria di massa alla notizia dell’introduzione della notifica di lettura da parte di WhatsApp.
Gente che considero non del tutto insana di mente (semi-cit.) che si preoccupa seriamente del fatto che altri (evidentemente un po’ più matti, anche se non di molto) si chiedano perchè la risposta a messaggi tipici di wathsapp – roba fondamentale, stile O raga, ke siffa sta$$e?tardi ben due minuti.
Allora le soluzioni sensate mi parvero due: una suggerita dal mio fratello non di sangue, consistente nel mandare – non necessariamente mentalmente – a cagare chiunque osi porti un problema del genere, l’altra – partorita dal criceto che ho in testa (diverso eppur parente di quello che ho sopra la testa) – che prevedeva di utilizzare la suddetta funzionalità per educare gli stolti.
Chiarisco.
Se pensi che io risponda a qualsivoglia tuo messaggio entro tre secondi, ti sbagli.
Se pensi che possa rispondere a qualsivoglia tuo messaggio entro tre secondi, questo implica la considerazione da parte tua che io non abbia una benemerita da fare, e dunque ti sbagli grossolanamente.
Se pensi che questo dimostri scarsa considerazione per la tua persona da parte mia, e ti senti deluso/offeso/depresso per questo, ti sbagli tragicamente, oltre a doverti far vedere da uno bravo per carenza patologica di autostima.

Insomma, capisco – a tratti – la pressione sociale, capisco – a tratti e meno – la voglia (l’ansia, no) di compiacere gli altri dando loro l’impressione di godere di una priorità assoluta nella nostra vita, capisco – quasi, molto quasi – che alcune abitudini come l’istantaneità dei sistemi di messaggistica odierni possano trarci in inganno, confondendo la velocità di trasmissione del messaggio con il tempo che occorre per processare le informazioni in esso contenute e dar loro un senso (che consenta di non rispondere ala domanda “Stasera birra?” Con “Radice quadrata di 36”).

Quello che non capisco è questa tolleranza nei confronti di chi – ad un vecchiaccio come il sottoscritto, nato addirittura nel secolo scorso – pare semplicemente un maleducato.

È maleducato pretendere tempo altrui.
È maleducato presumere che gli altri non abbiano di meglio – ma anche di peggio, magari però più urgente e/o importante – da fare che interagire all’istante con noi.

Quando ho iniziato ad usare Internet, la prima cosa che si spiattellava in faccia a tutti i neo iscritti ad un forum o ad una community (sì, c’erano ancora i forum, e sembravano – erano? -la cosa più figa di internet) era la versione ufficiale o riadattata della netiquette.
Avete presente? Quelle minuzie, tipo NON SCRIVERE IN STAMPATELLO, CHÈ EQUIVALE AD URLARE, oppure non fare reply infinite di un post (vale anche per le mail), ché poi altrimenti l’ultimo sfigato della catena deve leggere una roba delle dimensioni dei Fratelli Karamazov – e per di più mediamente assai più pallosa.

Oggi ci preoccupiamo di non offendere gente che queste regole di convivenza civile – si chiama netiquette, ma si legge buona educazione, o buon senso, o se proprio volete fare i raffinati galateo – manco le conosce; o peggio, le conosce e se le mette sotto i piedi.

No, grazie.

Invece di disabilitare la notifica di ricezione e/o quella di lettura, che sono strumenti utilissimi, servitevene anche per uno scopo superiore: educate un cafone.

Magari il virus si propaga.

Stay Tuned,
Mr.Frost

  • Attento che scrivere in MAIUSCOLO equivale ad urlare. In stampatello sono praticamente la totalità dei font per computer.
    Ciao,
    Emanuele

    • …e che dire, hai ragione… 🙂 Lapsus “analogico”, e dicotomia inscritta nel DNA tra corsivo e stampatello… 🙂