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Generazione Falena

As the father of two young boys in this touchscreen era, I’ve noticed the magnetism with which these screens attract children. This is Generation Moth: a whole new generation that is growing up with screens—screens which always hold the promise of interactivity and something more engaging than the rest of the environment that they inhabit.

The Generation Raised on Touchscreens Will Forever Alter Tech Design | WIRED

Ancor più pervasiva è, in generale, la componente che potremmo scarsamente definire elettronica della vita dei nostri figli; d’altra parte, vedo come mio (nostro, come generazione) enorme vantaggio rispetto ai miei genitori l’aver avuto a mia volta una estesa familiarità con l’elettronica/informatica.
Certo, anche nella mia generazione c’è un’ampia percentuale di analfabeti informatici o semi-tali, la cui massima competenza massima consiste nel saper cambiare le pile al telecomando (capacità peraltro a rischio qualora il soggetto dovesse trovarsi a discernere tra Stilo – AA e Ministilo – AAA); tuttavia, anche considerando questo handicap occulto, la situazione è decisamente più rose rispetto ai tempi di “piantala di perdere tempo davanti a quel coso”.

Però.

Siccome siamo noi stessi in un regime di estrema familiarità – per non dire dipendenza – con la tecnologia, non corriamo il rischio di sottovalutare l’abuso della stessa da parte dei nostri figli?

Ross, the 10-year old son of my colleague in New York, spends lots of time hanging out with his best friend, alone and with others. However, this friend actually lives in London—he visits Ross at home via Skype. Ross and his Skype buddy met once briefly in real life, during a tourist trip to London, but it was through Skype that they grew close. For Generation Moth, digitally mediated presence will feel completely natural.

Che i rapporti personali siano destinati a cambiare, non è una previsione difficile.
Direi, anzi, che cambiamenti radicali siano già avvenuti, e si tratti solo di riconoscerne la portata e provare a gestirli per evitare effetti indeisderati (il caso su esposto, come infiniti altri, si presta ad una duplice lettura: Skype facilita – rende possibili tout-court, in realtà – rapporti a distanza in una maniera fino a pochi anni fa impensabile, con conseguente aumento della qualità della vita e arricchimento personale. Allo stesso tempo, qualora i rapporti mediati dalla tecnologia dovessero forzatamente prendere il posto di quelli che non necessitano di intermediazione – chat via Skype o simili con il vicino di casa – allora avremmo un serio problema di immiserimento della comunità).

In addition, being connected all the time will further blur the lines between work and life, particularly as communication through technology will be a standard to Generation Moth. The 9-to–5 mindset and even the concept of an office will fade away.

Questa è, a mio avviso, una preoccupazione principalmente nostra: il lavoro è cambiato, sta cambiando e cambierà ad una velocità e con un’estensione tali che non è prevedibile quale sia il punto d’arrivo – ed è limitante pensare che il cambiamento suddetto dipenda esclusivamente o anche solo per la maggior parte dalla tecnologia.
Anche qui, l’ultima linea di difesa, quella che veramente importa, è quella che ci consente di scegliere se essere sempre flessibili e reperibili, sposando dunque una nuova forma di lavoro, oppure mantenere ben separati i due ambiti.

Stay Tuned,
Mr.Frost