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De-Socialize Me

Raptus distruttivo o momento (inestimabile in quanto raro) di sanità mentale, a voi la scelta, fatto sta che da un po’ di tempo sto cancellando miei account sparsi per il web.

Social, principalmente.

Tranquilli, non mi sto allineando alla linea di uno stimato collega.

Semplicemente, quasi tutte le “vittime” giacevano semi inutilizzate da tempo immemore; tra gli altri, Instagram (mai più usato dai tempi dell’acquisizione da parte di Facebook, per quel non so che di disagio che sempre accompagna Zuckerberg & Co.), seguito da ComiXology dopo la “cura Amazon” e da Moves (dopo l’acquisizione da parte di…indovinate un po’ di chi? Indizio: incomincia per effe. Blu e minuscola), i volenterosi ma tendenti all’autismo Anobii e Miso (più vado avanti e più mi rendo conto che voglio a tutti i costi evitare di diventare l’archivista di me stesso), nonché altra roba decisamente “minore”.

Molti di questi account sono stati aperti in un periodo in cui disponevo di molto più tempo libero, potendo quindi automaticamente permettermi di sprecarne una buona parte.
Ora la situazione è drasticamente diversa, quindi zero perdite di tempo (beh, non proprio… diciamo meno e più focalizzate … … … Perdite di tempo focalizzate: dovrei brevettarle certe cavolate che scrivo, farei i milioni…).

In fin dei conti, penso sia lo stesso processo che affrontiamo nella vita “reale”: si parte con l’esplorazione di millemila interessi diversi, in maniera necessariamente superficiale e dispersiva: solo dopo può giungere la fase in cui ci si focalizza e si scelgono argomenti, mezzi, strumenti e luoghi, si dosano i tempi, si alimenta la dedizione nei confronti dei nostri veri interessi attraverso la disciplina nel coltivarli e la soddisfazione nel fare le cose attraverso la passione che si prova nel farle.

Il tempo migliora quasi tutto.

Stay Tuned,
Mr.Frost