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Days Of Future Past – Apple, il problema è nella Retina di chi guarda?

Come classificare la presa di posizione di iFixit nei confronti dell’impossibilità (o quantomeno dell’estrema difficoltà) di smontare, aggiornare o riparare il nuovo MBP Retina da parte di chiunque non sia un tecnico specializzato Apple?

La RAM è saldata, il case è “incollato”, l’SSD ha connettori proprietari… La base di partenza del ragionamento è inattaccabile, chiariamolo subito: la possibilità di riparare e soprattutto di aggiornare un computer ne aumenta in maniera notevole la vita utile, consentendo all’utente di risparmiare denaro (essendo “obbligato” a cambiare macchina meno di frequente), diminuendo la quantità di hardware “obsoleto” da smaltire con notevole guadagno in termini di risorse utilizzate e sostenibilità ambientale eccetera.

La sottotraccia, però, non mi convince molto: una sorta di implicito riferimento alla scelta di un’obsolescenza programmata come fatto puramente commerciale.
Viene da chiedersi, però, se il MBP Retina avrebbe potuto essere realizzato in maniera diversa da questa, mantenendo le sue caratteristiche fondamentali (tanta RAM, SSD capienti, spessore ridottissimo, batteria ad alta capacità, un display fuori parametri).

Ovviamente non lo si può chiedere ad Apple: la loro soluzione ingegneristica è questa, e se hanno deciso di produrre e commercializzare un prodotto che, tra l’altro, rende di colpo obsoleto il resto della gamma omonima, almeno nella percezione, mi pare ovvio che abbiano voluto concepirlo nel migliore dei modi possibili.
Il resto dell’industria si sta ancora grattando la testa per capire come sia possibile realizzare una cosa del genere, visto che appena adesso comincia a padroneggiare (parzialmente) il concetto di “Ultrabook”, ovvero di quella categoria di portatili, ricordiamolo, nati apposta per cercare di accaparrarsi una fetta del mercato inventato da Apple con l’Air.

Sorge poi una seconda questione, di importanza tutt’altro che relativa: posto che questo sia il migliore (se non l’unico) modo di ottenere una macchina con questi livelli prestazionali, non vale forse la pena sacrificare la possibilità di scegliersi il riparatore “del cuore” o di eseguire da sé manutenzione ed upgrades, pur di godere di quello che per molti versi sembra essere un salto generazionale imponente come pochi in un mercato, quello dei “PC”, che vive in massima parte di miglioramenti incrementali?

A voi la palla…

Due interessanti punti di vista al riguardo:
uno…e due.