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Day One per iOS aggiornato

Today’s new version for iOS is, again, all about data, sensors, and additional context for your journal entries, which are no longer limited to text and pictures but now span a bevy of tracking points such as date and time, tags, weather, location, activity tracking, and steps taken.

Macstories

Credo che, una volta di più, Viticci abbia centrato un punto fondamentale. Nel mio caso (particolare e talmente poco generalizzabile che non si estende neppure a me stesso) DayOne è stato l’unico software in grado di “convincermi” a tenere qualcosa che somigliasse ad un diario. E questo, a mio avviso, perché ha sempre dimostrato di aver compreso ciò di cui un diario dovrebbe occuparsi: ricordi, o se preferite vita.

Molte delle applicazioni che affollano il segmento (in espansione) del cosiddetto quantified self ci promettono paradigmi d’uso meravigliosi, i quali però, trasposti nella realtà, spesso finiscono col trasformarci in ciò che mai vorremmo diventare: ragionieri di noi stessi.
Un esempio (e non me ne vogliano i creatori – che dubito seriamente leggeranno mai queste righe – nè gli estimatori del software citato) preso per pura esperienza personale: Spendee.
Trattasi di un programma di tracking delle spese personali: interfaccia a mio avviso quasi perfetta, pulita eppure ricca di personalità, recentemente allineata con iOS7, inserimento dati veloce e categorizzazione ampiamente personalizzabile. Tutto bello? Non proprio.
Come ogni programma simile, richiede una dedizione totale nell’inserimento dei dati: dimenticate una spesa, e l’affidabilità del programma decade in maniera clamorosa. Ora, per un periodo abbastanza lungo ho utilizzato Spendee per tenere traccia degli acquisti effettuati su AppStore. E funzionava. Bene.
Poi mi sono soffermato a riflettere su quanto tempo richiedesse la procedura in proporzione al risultato: tutto sommato, iTunesStore e derivati (App e Mac App Store) inviano già ricevute periodiche con il dettaglio e l’ammontare delle spese efffettuate.
Perché duplicare questa funzione?
Conosco colleghi che creano fogli Excel per tenere traccia delle proprie buste paga, ed è una cosa che, pur nell’ovvio rispetto delle scelte amministrative, per così dire, altrui, ho sempre trovato quantomento ridondante (le stesse ci vengono fornite da tempo in PDF).
Eppure, non stavo forse facendo la stessa cosa?
L’ideale sarebbe stato che Spendee analizzasse (con una sorta di OCR, potremmo dire) le mail da me specificate (mittente: iTunes) e da esse ricavasse i dati da inserire.
Non so se si tratti di limiti imposti da Apple al software, di potenza dei dispositivi (un A7 riuscirà a reggere agevolmente un processo di OCR?) o semplicemente di volontà da parte degli sviluppatori di far fare altro alla propria App: fatto sta che inserire ogni singola spesa nel programma era un’agonia in termini di dispendio di tempo (e lo ripeto, l’interfaccia di per sé è davvero buona, a mio parere).
E perché non potevo “semplicemente” scattare una foto ad uno scontrino, eseguire il processo di OCR di cui sopra, ed avere l’importo già inserito con data e magari geolocalizzazione (se mi servisse), pronto per una categorizzazione manuale e l’aggiunta di eventuali note?

Ecco, DayOne, pur se in ambiti e con “dati” molto differenti da trattare, fa esattamente questo: sfrutta ogni sensore disponibile (e sono sempre di più) ed ogni App che possa condividere dati “interessanti” (per se con qualche limitazione [come ha fatto notare] Viticci stesso, ma sono per lo più problemi da primo mondo, aggirabili con futuri aggiornamenti) per fornire ciò che naturalmente il nostro cervello associa ai ricordi strettamente intesi – un contesto.

Quante volte associamo una canzone, un profumo, un suono particolare ad un ricordo? Quante volte ci ricordiamo esattamente che tempo c’era in occasione di un preciso avvenimento rimasto impresso nella nostra mente?

DayOne, oggi ancora di più e come molte tra le migliori App, risulta naturale perché funziona come la nostra mente si aspetta debba funzionare. Ed è questo che lo rende speciale.

Stay Tuned,
Mr.Frost