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Cosa esattamente non va in TIMVision

TL;DR Tutto.

L’altro giorno, ho aggiunto un’ulteriore cavia al mio esperimento sullo streaming.

TIMVision.

Ecco. Appunto. Riponete le facce disgustate nel cassetto delle facce disgustate (avete davvero una cosa del genere in casa? Siete delle brutte persone.), tenetevi per voi i “te l’avevo detto” (punto primo, nessuno me l’aveva detto; punto secondo, volevo testare di persona la profondità dell’abisso) e cominciate a pregustare un post di lamento indiscriminato ad alzo zero come quelli che tanto amate (e so che li amate, perché siete delle brutte persone).

Cosa mi ha spinto tra le braccia di quello che – ho scoperto dopo – pare godere online della discutibile fama di peggior servizio di streaming italiano ?
Semplice, un’incredibile esclusiva che il medesimo è riuscito ad accaparrarsi (non voglio sapere il perché, anche se sospetto che sotto ci sia la forza contrattuale di Vivendi, più che quella della fu Telecom Italia Mobile): The Handmaid’s Tale (in Italia Il Racconto dell’Ancella.1

Serie nuova, tratta da un libro vecchio, ha sfruttato efficacemente un ritorno di passione per l’opera originaria finendo con lo sbancare gli Emmy di quest’anno.
Libro raffinato, fantascienza distopica a sfondo religioso, sesso e carnazza ma in una forma “non lo fo per piacer mio, ma per far piacere a Dio” che rende meglio della versione “Colpo Grosso” del Trono di Spade.

Ecco dunque farsi sotto quello che al momento è il secondo servizio di streaming per numero di abbonati (staccato da Netflix di un buon 25%, ma tant’è…), che propone la serie del momento in esclusiva per i suoi abbonati. Tutto bello, tutto giusto, fanfara meritata anche per la prontezza (aspettiamo sempre che Hulu, produttore USA della serie, si accorga della nostra esistenza 2) nel proporre il contenuto agli utenti italiani.
Ad ulteriore merito, la visione della serie non viene riservata agli utenti preesistenti o che abbiano stipulato chissà quale vincolo di durata minima dell’abbonamento, ma è sufficiente iscriversi per il mese di prova.

Cosa potrebbe andare storto? (Cit.)

Impaziente di vedere cotanto annunciato splendore, effettuo la registrazione sul sito: farraginosa, ma vabbè, in fondo è pur sempre Telecom Italia, e poi son cose che si fanno una volta e basta, si può sopportare. 3

Installo quindi la App su iPad, testo la positiva conclusione della registrazione, tutto ok.

Mi dirigo a passo fermo e spavaldo verso la sala, ansioso di godere della visione sul mio beneamato LG4K; poiché so già che l’abbonamento verrà disdetto alla fine del mese 4, valuto se installare l’app direttamente sul televisore.
Scarto l’ipotesi, di servizi ne fornisce già abbastanza tra quelli che sfrutterò a lungo in pianta stabile, quindi ripiego sulla vetusta ma sempre affidabile XBOX360.

Ora, l’unica app che mi abbia mai tradito tra quelle installate finora sulla ex ammiraglia di casa Microsoft è stata quella di MLB.com. Ma, detto in tutta franchezza, è un’app che uso poco, che in Italia ha un bacino di utenti potenziali risibile in confronto ai paesi in cui e per cui è stata concepita, quindi davvero non le si può imputare granchè. Aggiungiamoci pure che il servizio è disponibile su AppleTV sin dalla terza generazione, quindi il problema non sussiste.

Ebbene, squillo di trombe e rullo di tamburi, TIMVISION su XBOX360 non è disponibile. Ma non perchè sia vecchia: il servizio non offre app nemmeno per PS4. Console = schifo. 5

No, il servizio è disponibile tramite applicazioni mobili (iOS e Android), applicazioni per le Smart TV (sicuramente più di quelle supportate da NOWTV…), Google Chromecast (bene, bravi, bis, passiamo oltre), web browser (vabbè) , decoder dedicato (costo complessivo per l’utente spalmato su 48 ratein bolletta, tanto per dare un’idea dell’importo).

È sufficiente installare l’app sulla Smart TV per capire il perchè: sono palesemente ragioni umanitarie, hanno voluto limitare il più possibile il numero di utenti costretti a subire quest’oscenità.

Esteticamente discutibile (ma tanto oggi c’è pochissima concorrenza, quindi che vuoi che facciano gli utenti, spostarsi su un’altra piattaforma?), con funzioni a stento definibili come base, icone ipertrofiche (si sa che la prima cosa da fare quando si hanno terminali a risoluzione elevata come le moderne tv 4k o smartphone e tablet recenti è fare elementi giganteschi nell’UI, no?), sottomenù come piovesse (qual è la cosa più comoda del mondo, bambini? Ma navigare miliardi di menù con il telecomando, ovviamente!) ed altre amenità che riassumerò con la dicitura standard:”l’ha fatta un cieco bendato misantropo cui hanno garantito che mai e poi mai l’avrebbe dovuta usare”.

Incredibilmente, non abbiamo ancora raggiunto il fondo: l’applicazione perde sistematicamente i dati di login; esattamente come state pensando, tocca rifare il login (username/email e password) ogni due per tre.6

Ne volete ancora una? Serviti: la navigazione attraverso tutto il catalogo è disponibile anche se non si effettua il login.

Benissimo, verrebbe da dire: una lodevole “operazione trasparenza” che consente anche a chi non si vuole abbonare “alla cieca” di valutare l’opportunità dell’esborso.

Certamente. (Cit.)

Ma anche, aggiungo io, un modo per farti morire nel tentativo di raggiungere la schermata “riproduci” del titolo scelto, solo per poi ricordarti (solo lì e solo allora) che devi registrarti/effettuare il login .
Sempre per quella storia dell’attenzione all’esperienza utente.

Tutto ciò che può andare storto ci va. Non è un’esagerazione: il servizio, come fruito attraverso l’app in questione fa passare la voglia di usarlo. In un mercato che si sta affollando di concorrenti spietati e di calibro gigantesco, è l’ultima cosa che serve per prosperare.

Ultima ma non ultima, la realizzazione tecnica: l’applicazione è talmente lenta, che in un caso non riusciva a star dietro alle sue stesse schermate.
Spiego: ho iniziato a vedere la prima puntata della serie che ha dato origine a tutta quest’apocalisse, per testare risoluzione e stabilità dello streaming.
Escludendo il “simpaticissimo” indicatore di buffering costituito da 4 quadratini lampeggianti piazzati esattamente al centro dello schermo7, il tutto sembrava reggere.
Ho quindi sospeso la visione, ripromettendomi di passarci la serata in migliore compagnia (inclusiva di divano a sbrago e popcorn).
La sera mi cimento nella ripresa della visione dal punto d’interruzione (circa 2 minuti dopo l’inizio, una funzione sconvolgentemente innovativa e tecnicamente ardua da realizzare) ed ecco accadere l’arcano, roba che meriterebbe uno speciale di Misterius8: l’applicazione non risponde, per via di una finestra “modale” che monopolizza i comandi ed occupa il centro esatto dello schermo, impedendo di fatto la visione.
Non capisco, e certamente non mi adeguo.
Mezz’ora di smanettamenti mi consentono di capire (non chiedetemi come, non volete saperlo. Davvero) quale sia l’unico modo per uscire dal loop. Indovinate? Riavviar…NO!
Disinstallare e re installare l’applicazione.
Ho concluso, Vostro Onore.

TIMVision è un’applicazione orribile, mal progettata e ostile nei confronti dell’utente, con un supporto alle moderne piattaforme di fruizione risibile e che rende un catalogo di contenuti a tratti molto appetibile una pena infinita da esplorare.

La sciatteria è, ad oggi, in un panorama in cui si lotta tra programmi ottimi ed eccellenza pura, il peggiore dei peccati. Significa, nel momento in cui si ha davanti un utente che una volta avremmo definito “smaliziato” (quello più portato ad investire tempo e denaro in un servizio qualora lo trovi interessante/adatto a propri bisogni), comunicargli il seguente messaggio “la sbobba è questa, se ti sta bene ok, altrimenti quella è la porta”.
Inutile dire che, il più delle volte, l’utente suddetto sceglie la porta.

Stay Tuned,
Mr.Frost

P.S. Ovviamente, ho disdetto il rinnovo del’abbonamento. Non è mai stata una decisione in dubbio, essendo nato il tutto sin dall’inizio come un esperimento strumentale con il bonus aggiuntivo dell’accesso ad Handmaid’s Tale (a proposito, guardatevelo, merita tutto ciò che ha vinto. E leggetevi anche il libro, merita ogni singolo secondo della sua ponderata e claustrofobica lentezza). L’unica cosa che rimpiangerò, è l’accesso al film di Phineas & Ferb (iTunes, sto guardando te: perchè solo a noleggio? Perchè?).


  1. Ma su TIMVISION The Handmaid’s Tale. Ché noi siamo bravissimi a devastare i titoli dei film stranieri (specialmente quelli in inglese, vero “Se mi lasci ti cancello”?), delle serie tv straniere (aggiungendo inutili sottotitoli, vero “Breakin’ Bad – Reazioni Collaterali”?), ma poi ogni tanto ci prende quella voglia di fare i fighi. Il tutto ignorando (o facendo finta d’ignorare, che l’unico risultato sarà quello di generare mostri di pronuncia ogniqualvolta ci si vorrà riferire alla serie con il titolo originale (già mi sento “Dehanzmeztel”). 
  2. Probabilmente, essendo americani, per loro l’Europa è un unico mitologico paese in cui la gente mangia würstel con il fois gras, suonando il mandolino e lisciandosi i baffi mentre si saluta al suono di “Ola!”. Ma magari sbaglio io. 
  3. Spirito di sacrificio! Ottimo, sto già entrando nel mood adatto per la visione. 
  4. Faccio già “fatica” a star dietro alla mole di roba che vorrei vedere su Netflix, Amazon Prime e NowTV, con code chilometriche che mi ricordano i non bei tempi di Instapaper, figuriamoci se mi butto tra le braccia di un altro servizio. Vabbè, poi sperimenterò anche Infinity, ma quella è un’altra storia. 
  5. D’altronde, nel 2017, chi mai userebbe una console per fruire di contenuti multimediali online, giusto? 
  6. Accidenti a me e a quando, baldanzoso come non mai, ho pensato in fase di registrazione:”la password la faccio creare in maniera casuale a 1Password, tanto è un servizio cui non accederò spesso, quindi inserita una volta e via, dimenticata per sempre”. 
  7. Fatela, la domanda. Davvero, me la sono fatta anch’io. “Perchè, se lo streaming continua imperterrito (e sostanzialmente a qualità invariata), devi per forza farmi sapere che stai arrancando? Vuoi che ti consoli? Che empatizzi? Che comprenda il tuo tormento interiore di app alle prese con un’ADSL 10M invece che con una fibra da 100? Perchè? 
  8. “Il programma che si occupa di scienza come se gl’importasse davvero”. Grazie, Maestro@Leo_Ortolani