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10 cose che iTunes fa bene (a me sembrano di più)

Avete letto articoli riguardanti iTunes, di recente?
E per “di recente”, intendo negli ultimi anni.

Un massacro. Ci si lamenta per tutto, quello che una volta era l’alfiere di Apple nel mondo – in accoppiata inscindibile con qualsiasi versione di iPod ci fosse all’epoca – sembra essersi trasformato nel software che tutti amano odiare.

Eppure, spesso i problemi di iTunes derivano proprio dalla quantità di cose che gli viene richiesto di fare. Una delle soluzioni proposte più di frequente, non a caso, è quella di suddividere le funzioni di iTunes tra diverse applicazioni, in modo da rendere ognuna di queste “parti” più “leggera e pulita”.

Ci sono, però, davvero tante cose che iTunes fa egregiamente, ed alla lista pubblicata da Kirk McElhearn su Macworld vorrei aggiungere qualche considerazione personale.

Se supportato da una rete – wifi e/o cablata che sia – di buon livello e con prestazioni adeguate, il binomio iTunes/Tv ha ancora adesso, per me, qualcosa di magico: veloce, stabile, rende possibile fruire con facilità di librerie di contenuti potenzialmente immense.

Alcune delle funzioni elencate nell’articolo linkato rappresentano la migliore realizzazione possibile – al momento ed in certi casi non solo – del compromesso tra funzioni ed usabilità: Remote, Browsing dei contenuti, Smart Playlists, Gestione dei Tag rendono alla portata di chiunque la gestione di librerie di files multimediali di tipo diversissimo tra loro.

Volendo sfruttarlo al massimo, iTunes gestisce musica, film, serie tv, applicazioni per iOS, libri, suonerie, radio via internet, oltre ad occuparsi fino a poco tempo fa del trasferimento di documenti verso dispositivi iOS per conto di app terze; gestisce almeno tre tipi diversi di “status” potenziali per un brano musicale, e almeno due per un film o serie tv; mantiene e rende utilizzabili letteralmente decine di metadati per ogni singolo file al suo interno; “ricorda”, per ogni file, impostazioni quali punto d’inizio e fine della riproduzione, punto da cui riprendere la riproduzione stessa, settaggi dell’equalizzatore; fornisce un profilo di ogni file multimediale più completo di molte altre app che in sostanza fanno solo quello o poco di più; e così via.

A tutto questo è stata aggiunta da qualche mese tutta la parte relativa alla gestione di Music.

È vero, Apple ha nel tempo sovraccaricato iTunes, e certe scelte sembrano discutibili anche solo in base al buon senso: perchè affidargli la gestione degli ebooks, quando potrebbe essere delegata ad iBooks?
Ma proprio per questo, se ci si ferma a valutare anche solo per poco la quantità di compiti cui iTunes assolve, si passa in tutta onestà dall’irritazione per ciò che non funziona alla meraviglia per tutto ciò che funziona (ed è la maggior parte).

Ciò che spesso si suggerisce, dunque, di fare a pezzi iTunes, costituirebbe certo un rimedio a buona parte dei suoi problemi, tuttavia non risolvendoli davvero ma riducendo l’applicazione ad essere solo un qualunque player musicale [1] (o di files di altro tipo, o gestore di archivi, o che altro).
Per quello, le applicazioni di certo non mancano.

Personalmente, passo mano e mi tengo il moloch iTunes.

Stay Tuned,
Mr.Frost


  1. Questa paranoia nei confronti di iTunes come player musicale, deriva a mio avviso da un errore alla base, che risale addirittura ai tempi del primo iPod: iTunes è, ed è sempre stato, prima di tutto un database, un programma di gestione della musica. Le sue funzioni? Acquisire musica da fonti diverse (CD Rip, compito da sempre svolto egregiamente, Store interno o altri, files mp3 di qualsiasi provenienza), renderla ordinata, fruibile e sfogliabile, gestire l’hardware interno (riproduzione audio su Mac) ed “esterno” (iPod).
    Le critiche provengono, paradossalmente ma non troppo, da chi vorrebbe che iTunes fosse altro da sé: un nuovo Winamp, o un VLC stile Apple.  ↩