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Watch, pensieri sparsi – la madre di tutti i Linkpost

È un periodo intenso, quindi poco tempo per leggere news e ancora meno per digerirle.
E allora, in ordine sparso, provo a mettere insieme i concetti più interessanti che ho trovato in giro, tutti o quasi a proposito di quello che sarà nei prossimi mesi l’oggetto delle elucubrazioni e delle chiacchiere di qualsiasi opinionista/sito/blog/tovagliolodicartadabar del mondo tech e non…

People that have worn the Watch say that they take their phones out of their pockets far, far less than they used to. A simple tap to reply or glance on the wrist or dictation is a massively different interaction model than pulling out an iPhone, unlocking it and being pulled into its merciless vortex of attention suck.

Diminuire l’assuefazione diminuendo il tempo necessario per le interazioni. Potrebbe funzionare, ma da solo non basta.

Here’s a tidbit you might not know — in order to receive notifications from apps, the Watch must be on your wrist and locked. The Watch requires contact with your skin to receive notifications. There will be no in-app dropdown notifications or constant pinging while it’s off your wrist. Push notifications also cease when the battery reaches 10 percent. Those decisions speak to the care with which Apple is handling notifications.

Dedicato – anche – a chi si preoccupa della durata della batteria. Ma indice, più di tutto, di quanto Apple si renda conto della diversità di Watch rispetto ad ogni suo altro prodotto: iPhone e iPad spesso possono risiedere tranquillamente su una scrivania o altro piano d’appoggio, ma Watch lontano dal polso perde la sua ragion d’essere.

[…] those notifications activate as part of the app right on the Watch home screen, allowing you to act on them without any sort of sliding, unlocking or other junk. These are immediate, actionable items that you can access without the obligations inherent in taking out your phone.

Spero che un proporzionale aumento delle possibilità di interazione tramite notifica si realizzi anche su iPhone e iPad.

The display is also very sharp and easily readable from your wrist. When your attention is on the Watch, you’re going to want to do more there than you think, rather than having to move over to your phone. This means that you may find yourself reading short articles and other content on your wrist. This could affect the way that publishers want to build their apps. They shouldn’t just be redirection machines that punt people to their phones; there is an opportunity to give people what they need now and let them get back to what they’re doing.

The Watch is time, saved – Matthew Panzarino

“You’re going to want to do more there than you think,” exactly, and many third-party apps that will eventually appear for the Apple Watch will cater to that need. I believe the Apple Watch may indeed be able to divert a part of people’s attention from their iPhone, but I don’t believe people will get less lost in their Watch than they usually do in their iPhone.

Time saved? I don’t think so – Riccardo Mori

Mi spiace, ma questa volta sono in disaccordo con Riccardo; è vero, la sua è un’interpretazione possibile, a tratti addirittura plausibile del brano che ha estratto dall’articolo di Panzarino, ma pare voler ignorare il senso derivante dal contesto dell’articolo.
Infatti, almeno stando a quanto riporta il pezzo di TechCrunch, la qualità delle interazioni cambia radicalmente nel passaggio da iPhone ad Watch, soprattutto in virtù del fatto che queste ultime sono focalizzate sull’interaziome immediata (il che, peraltro, porta ad un nuovo livello di correlazione tra le notifiche ricevute e la situazione istantanea dell’utente – si pensi alle vibrazioni del Taptic Engine sul polso utilizzate per la navigazione gps).
Questo eviterà almeno una delle cause (in molto casi a mio avviso la principale) del fenomeno noto come sblocco il telefono per fare una cosa e ci perdo sei giorni a fare tutt’altro.
Anche la questione di un uso maggiore del previsto dell’orologio (non è solo un Notification Center, ha scritto Panzarino) non va interpretata sulla base di un tipo di utilizzo simile a quello dell’iPhone, nel qual caso i tempi si sommerebbero o al massimo un dispositivo si sostituirebbe all’altro nel ruolo di vortice succhia-tempo e vita reale.
Mi pare che il vantaggio immediato che comporta la struttura stessa delle notifiche su Watch sia che esse sono state pensate per toglierci di torno ciò che richiede un nostro intervento, e farci semplicemente derubricare a cose di scarsa importanza tutto il resto.
Un po’ come dare un’occhiata fugace allo schermo di un telefono ed in base all’identificativo del chiamante decidere di rispondere o meno.
Riuscire a smaltire il più velocemente possibile la miriade di notifiche potrebbe portare anche ad una minore (non come frequenza, quello è un problema che dipende da noi è da come abbiamo impostato la nostra vita, ma in termini di tempo necessario) interferenza delle stesse nelle nostre altre attività.

Chiaramente tutto ciò varia enormemente da persona a persona (come anche il danno causato dall’attuale sistema di notifiche) e sarà compiutamente verificabile solo in un contesto di uso continuo e quotidiano.

The details about battery life just reinforced the goal that Apple clearly set with itself back in September. During that event, the company didn’t discuss battery life other than to say that you’d charge the Apple Watch at night. The implication was day-long battery life, and Apple confirmed that today, rating the watch as 18 hours of life—based on 90 time checks, 90 notifications, 45 minutes of app use, and a 30-minute workout with music playback.

Jason Snell – Six Colors: Quick reactions to the “Spring Forward” Apple event

Più che i risultati vanno lette le condizioni dei test: 90 controlli dell’ora, 90 notifiche, sei ore e mezzo di musica Bluetooth, controllo dell’ora cinque volte ogni ora e così via.

Lucio Bragagnolo – L’assillo dell’ora – QuickLoox

Solito sunto da maestri per entrambi. Giustamente Bragagnolo fa notare che con questo paradigma d’uso, si copre la – sperabilmente ampia – fetta della popolazione che non soffre di ossessioni e comportamenti compulsivi patologici 😉

[…] how to briefly define something like the Apple Watch, which is obviously more than a wristwatch in the way the iPhone was and is more than just a phone? Let’s start with those three things — an advanced timepiece, a device to connect with others in new ways, and a health/fitness tracker.

Personal observations about the Apple Watch – Riccardo Mori

Questo grassetto (mio) evidenzia pienamente il parallelismo tra Watch e iPhone. C’è da augurarsi che lo sviluppo dell’ecosistema sia simile, poichè la cosa che ancora oggi mi risulta sconvolgente dell’iPhone è la sua capacità di occupare nicchie più o meno grandi e in ambiti incredibilmente variegati.

Ci sarebbe ancora molto altro, in virtù dei chili di bit utilizzati per parlare (e siamo solo all’inizio) di un oggetto non ancora in vendita.
Proprio perchè siamo ancora all’inizio, però, non ci resta che attendere gli sviluppi di questo nuovo capitolo per noi utenti e per Cupertino: non tanto per verificare la validità o meno delle nostre teorie preferite, quanto perchè non godersi l’attesa sarebbe un diminuire il piacere in maniera immotivata e del tutto inutile.

Stay Tuned,
Mr.Frost