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Watch, come iPhone, spiega cos’è il post-PC

What excited me about the iPhone in 2007 was, of course, the device itself from a hardware standpoint, then its technologies (how seamlessly Multi-Touch worked, for example), then the software, and finally and most importantly its potential. I immediately thought about how much the iPhone’s functionality could be extended with third-party apps, and the resulting emotional impact I had as the 2007 Macworld keynote unfolded was I want to have this. This is definitely going to be my next phone.

And potential is really what excites me now with the Apple Watch. As crazy as it may sound, what makes me want to have an Apple Watch isn’t (just) what Apple showed about it in September 2014 and last Monday. It’s what it’s going to come up for it down the road. The possible applications and use cases. It’s a huge bet, the same bet Apple is taking, I think, but that’s what it is for me in the end. It is a most intriguing direction.

Personal observations about the Apple Watch | Riccardo Mori

Al di là delle solite considerazioni, piuttosto interessanti, di Riccardo (che da buon scrittore dà a mio avviso il meglio di sè quando naviga “a vista”), quello che mi ha solleticato é stata la considerazione riportata qua sopra.

Spesso, nel corso degli ultimi anni, Apple è stata accusata di dedicarsi troppo alla “gallina dalle uova d’oro” che è indubbiamente iOS, tralasciando il Mac.
Tutte teorie sistematicamente smentite dai fatti, sia chiaro, ma ora mi chiedo: qual è, attualmente, il potenziale dei personal computer classici (siano essi desktop o laptop)?

Al di là di soluzioni ingegneristiche innovative, quali sono alcune di quelle adottate nel nuovo MacBook, non vedo nuovo ambiti di uso imprevedibili e sviluppi sorprendenti per i pc.

Watch, come è stato per iPhone, è uno sguardo sul futuro; come tale, è promettente, abbozzato, non fornisce minimamente la visione complessiva di ciò che ci aspetta e nemmeno indizi su come arrivarci, almeno non in forma chiara a tutti.
Tuttavia, proprio per questo, dev’essere terribilmente stimolante lavorarci sopra.

Questo, a mio avviso, è il vero significato di post-pc: abbiamo di fronte nuovi paradigmi d’uso, che per essere definiti, perfezionati ed adottati su scala sufficientemente vasta da risultare significativi richiederanno anni di tentativi, molti dei quali quasi alla cieca.
Ma questo non possiamo aspettarcelo dai pc.

Stay Tuned,
Mr.Frost